I casi sono quattro, esplode l’inchiesta
Secretata l’indagine di procura e finanza, intanto il tribunale del riesame conferma il carcere per il funzionario pubblico
Il prezzo sempre lo stesso: 10mila euro, pagati da un secondo imprenditore a Leopoldo Lunadei e Maurizio Palma. A farlo fu il titolare di una gelateria che ha ammesso il pagamento della mazzetta, la seconda scoperta da finanza e procura nell’ambito dell’inchiesta ‘Tangenti sotto il Duomo’ che mai come ora rischia di esplodere, e non si tratta solo di amplificazione giornalistica: perchè due sono i casi contestati formalmente, mentre altri due quelli su cui si sta indagando. Quattro casi che il funzionario dell’Agenzia delle Entrate respinge ancora in modo netto, sottolineando tramite il suo legale di esser del tutto estraneo alle accuse che gli vengono mosse, ribadendo che non vi era nessun accordo con Maurizio Palma, suo (presunto) emissario o intermediario per nessuno dei due casi confessati dallo stesso Palma, assieme ad altri però. E allora, l’inchiesta riparte da qui. Da quanto si apprende, infatti vi sono all’attenzione degli inquirenti due più due, quattro, casi di mazzette, di episodi di concussione, di ricatti verso imprenditori che hanno pagato e non lo hanno riferito: non come il primo imprenditore che ha portato alla luce il caso, il titolare di un esercizio pubblico nel centro città, che ha fatto finta di pagare incastrando i due. L’inchiesta dunque è destinata a prendere quota e lo dimostra il massimo riserbo di procura e finanza, tanto che l’inchiesta è ora secretata in tutti gli atti .
E così, l’unico atto di cui si è venuti a conoscenza, perchè annunciato, è quello del Tribunale del Riesame che ha confermato il carcere per Lunadei: d’altronde, all’udiena di lunedì la posizione del funzionario dell’Agenzia entrate si era aggravata, poichè oltre i fatti legati alla prima concussione per cui Lunadei e Palma furono arrestati il 9 dicembre, la procura ha prodotto nuove accuse. Per la prima volta, ai giudici del Riesame, il pm Filippo di Benedetto ha infatti contestato formalmente il secondo caso di concussione, la mazzetta da 10mila euro, chiesta e ottenuta, perchè pagata dal titolare di una gelateria del centro storico. A lui sono arrivati i finanzieri dopo le prime indagini attivate e lui, ascoltato, non ha che potuto confermare di aver pagato. Dunque, la procura ha fatto presente che le indagini stanno entrando sempre più nel vivo, per i diversi casi su cui si indaga e il pericolo di inquinamento di prove con Lunadei in libertà o ai domiciliari è più che concreto. Lunadei, dunque, resta in carcere, mentre fuori continua l’indagine ormai arrivata alla svolta. E mai fu più profetico l’appello lanciato dal procuratore capo Bruno Cherchi: «chi ha subìto ricatti li denunci». Questo è il momento giusto per farlo.
