Torneranno i pinnacoli sopra la Prospettiva
Intervento tecnico per ricollocarli nella storica struttura di corso Giovecca Collaborazione tra Comune, Università, Fondazione Carife e Ferrariae Decus
Nell'estate 2015 ricominceranno a spuntare i pinnacoli sulla settecentesca Prospettiva di corso Giovecca, opera dell'architetto Francesco Mazzarelli, come ha puntualizzato ieri lo storico Francesco Scafuri . Furono rimossi nella primavera 2012, in seguito alle scosse: non erano caduti ma la loro presenza destava numerose preoccupazioni.
E così, nell'ambito della collaborazione fra Comune e Università, Antonio Tralli (professore ordinario di Scienza delle Costruzioni) ha messo in piedi un progetto per ricollocarli. «Se vogliamo è una soluzione banale - ha detto ieri mattina in Municipio, di fianco all'assessore ai Lavori pubblici Aldo Modonesi - abbiamo scelto di isolare i pinnacoli alla base, una tecnica molto diffusa nella costruzione di ponti in zone sismiche. In quei casi, fra il terreno e la struttura viene inserito un elemento molto deformabile, che rende il comportamento della struttura indipendente da quello del terreno». Tutti i piloni che sorreggono la Tangenziale Ovest, ha spiegato Modonesi, sono stati costruiti utilizzando la tecnica dell'isolamento. Il fatto è che ancora non risulta sia stata utilizzata per elementi di dimensioni e peso inferiore come i pinnacoli: «sono 17, undici dei quali dal peso di una tonnellata e dall'altezza di 2,40 metri» ha ricordato infatti l'ingegner Luca Capozzi, dirigente del Servizio Beni Monumentali. Ciascun pinnacolo sarà dunque inserito in una sorta di «scodella - ha ripreso Tralli - sulle quali si muoveranno molto lentamente in caso di ulteriori scosse, mentre il resto della struttura si muoverà col terreno». Nessun rischio, sempre secondo il professore, correrà invece la Prospettiva: «poggia su pilastri di tre metri per 1,60, si potrà forse danneggiare ma nemmeno con un terremoto forte crollerà».
Entro la metà di febbraio il progetto sarà messo a gara, ma prima dell'estate il cantiere non partirà (la ditta padovana che produce gli elementi isolanti ha chiesto infatti quasi quattro mesi di pazienza per fornirli). La spesa sarà relativamente modesta: 60mila euro in tutto, di cui solo 19mila provenienti dal bilancio del Comune. Trentacinquemila proverranno infatti dalla Fondazione Carife, altri 6mila dalla Ferrariae Decus.
Gabriele Rasconi
