Carice si ritira dall’affare Carife
Comunicato della banca centese: «Allo stato, non è proficua l’operazione di integrazione fra le due Casse del territorio»
FERRARA. La Cassa di Risparmio di Cento ci ha messo il cuore, ma non può rimetterci il portafoglio. I destini bancari di Cento e di Ferrara tornano a separarsi dopo che per alcuni mesi si era alimentata la possibilità che Carife potesse in qualche modo rimanere nelle mani di un gruppo locale. Un comunicato inviato ieri a mezzogiorno annuncia ufficialmente il passo indietro: «Cassa di Risparmio di Cento comunica la conclusione dell'impegnativo percorso di analisi della complessa data room afferente al Gruppo Cassa di Risparmio di Ferrara, che ha coinvolto per alcuni mesi una parte significativa della struttura direzionale della banca, affiancata da una primaria società di consulenza all'uopo incaricata».
Il comunicato della banca centese parla di un lavoro svolto «con partecipazione e meticoloso impegno le cui risultanze non hanno fatto emergere riscontri che possano far prefigurare, allo stato, la fattibilità di una proficua operazione di integrazione fra le due storiche Casse del territorio».
Si avverte un senso di rimpianto in questa rinuncia, che è nettissima e - dati anche i tempi e le modalità con cui è stata comunicata - sembra fatta per sgomberare il campo. Nonostante ciò non appare come una rinuncia inesorabile e definitiva. Le parole che lasciano dischiuso un piccolo varco sono “allo stato”. Per CariCento, “allo stato”, acquisire Carife è al di fuori della sua portata, ma le condizioni attuali potrebbero cambiare e in questo caso la partita che il presidente Carlo Alberto Roncarati aveva deciso di giocare potrebbe chiudersi ai supplementari.
Il motivo che ha indotto il cda della banca a recedere non viene nemmeno accennato nel comunicato, che per sovrappiù contiene una promessa di riserbo: «Nel rispetto degli impegni di riservatezza a suo tempo assunti, questa Cassa non rilascerà attraverso i propri rappresentanti alcuna ulteriore dichiarazione al riguardo».
C’è spazio solo per i ringraziamenti ai commissari «dottor Giovanni Capitanio e professor Antonio Blandini, per la disponibilità sempre dimostrata» e al personale della Cassa di Risparmio di Ferrara per il valido supporto ricevuto nella messa a disposizione delle informazioni».
