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«Le mie proposte rimaste fuori dal bilancio»

«Le mie proposte rimaste fuori dal bilancio»

Casoni spiega le dimissioni da magistrato: avevo chiesto risorse per bonificare il territorio

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CENTO. «Contavo che la proposta di mettere a disposizione risorse per la bonifica del territorio, trovasse riscontro in bilancio. Ma nulla». Da qui, la decisione di Bruno Casoni di dimettersi dalla magistratura della Partecipanza Agraria di Cento. Prima anticipate con una lettera al presidente Draghetti, poi l'annuncio in occasione dell’ultimo consiglio dell'ente, lunedì scorso.

Una seduta, quella del consiglio dello storico ente agrario centese, che ha visto mancare l'approvazione del bilancio di previsione del 2015 e le dimissioni da magistrato anche di Sandro Tassinari. A motivare l'abbandono a partire dal 1º gennaio 2015, Casoni: «Come magistrato del territorio, avevo proposto alla magistratura di premunire l'ente e mettere a disposizione della prossima amministrazione risorse da destinare alla bonifica del territorio e per far fronte, in caso, ad eventuali controlli». In vista dalla divisione ventennale dei terreni che avverrà nel 2019, anticipa Casoni che «la prossima amministrazione dovrà farsi carico del problema con un apposito Regolamento. E questi soldi, se fossero già stati inseriti a bilancio, sarebbero stati una prima immediata risposta alle necessità emerse dal censimento svolto dalla Commissione territorio. Un Censimento che dimostra che sul territorio vi sono molte discariche ed aree da bonificare». Una proposta, quella che è stata avanzata dal magistrato casumarese, che «tuttavia - spiega con rammarico - non è stata presa in considerazione, e non ha trovato riscontro nei numeri del bilancio. Nonostante in questi anni di attività come magistrato responsabile del territorio abbia raggiunto diversi risultati, tra contratti e pratiche (ferme dal 1999) portati a termine, l'appoggio che mi aspettavo non è arrivato. Anzi, ho ricevuto critiche. E questo, mi ha visto molto dispiaciuto».

Da qui, la scelta di dimettersi: «Così, senza polemiche, ho deciso di farmi da parte, pur comportandomi in maniera onesta nei confronti della maggioranza, andando a votare a favore del bilancio 2015. Ora rimango in consiglio - spiega Casoni -, continuando a lavorare, in questi 4-5mesi che ci separano dalle elezioni, in modo costruttivo».

Intanto, i vertici della Partecipanza sono al lavoro per cercare di ricompattare la maggioranza, o almeno per riuscire a individuare la strada per un accordo sul bilancio (almeno con il via libera di 10 consiglieri sui 18 che costituiscono l’assemblea) in modo da traghettare l'ente a nuove elezioni. (b.b.)