È sempre polemica sulle case al Remy
MESOLA. Un recente consiglio comunale di Mesola è stata anche occasione per un serrato confronto tra minoranza ed opposizione sui criteri tecnici di costruzione dei 15 appartamenti di edilizia...
MESOLA. Un recente consiglio comunale di Mesola è stata anche occasione per un serrato confronto tra minoranza ed opposizione sui criteri tecnici di costruzione dei 15 appartamenti di edilizia popolare ricavati, dopo l’intervento di riqualificazione degli scorsi mesi, all'interno di Palazzo Remy. Parte di quella mozione riguardava anche la progettazione degli stessi da parte di Acer. In sostanza il capogruppo di “Creare futuro”, ha contestato il progetto di riqualificazione il quale, secondo la sua visione, non ha tenuto conto delle esigenze abitative della nostra zona. Negli appartamenti infatti mancano i garage, gli spazi per le biciclette e, ancor più grave per il consigliere, non vi sono vani dove poter mettere le carrozzine per i disabili. Per Marchetti, poi, il costruttore ha ottimizzato gli spazi ottenendo un maggior numero di alloggi costruendo i bagni senza finestre. A questa parte della mozione ha risposto il vicesindaco Dario Zucconelli, che è gerente anche per i Lavori Pubblici il quale ha replicato che erano previsti i posti auto nel cortile dell’edificio ma lo spazio non era sufficiente per costruire 15 garage, tanti quante sono le unità abitative, perché i lotti erano piccoli. Dopo aver spiegato che il denaro che si otterrà con il ribasso d’asta non ritornerà ad Acer ma alla Regione, Zucconelli ha assicurato che l’ufficio tecnico comunale sta già studiando la posa di box per le auto, decorosi e adatti ad agevolare i residenti, sottoforma di casette e destinati ad essere utilizzati come sottoservizi. Dopo aver spiegato, insieme al sindaco Gianni Padovani, che quegli appartementi sono stati studiati in funzione della situazione demografica del territorio che vede, su 160 unità abitative Acer, dei nuclei familiari costituiti da una a tre persone massimo, il vice ha anche motivato la mancanza di finestre a palazzo Remy con il fatto che, come hanno previsto anche i progettisti, essendoci le pareti finestrate sui due lati dell’immobile, non erano contemplate anche nei bagni.
Lorenzo Gatti