Meno fitosanitari, più salubrità
L’impiego dei prodotti diminuito del 13 per cento in due anni
In calo l'utilizzo dei prodotti fitosanitari: è questo l'andamento mostrato dagli ultimi dati dell'analisi Istat relativa al periodo 2000-2012. Sono 20 mila in meno le tonnellate di prodotti utilizzati nel 2012, pari al 12,9%. «Importante sottolineare che la riduzione nell'impiego di fitofarmaci in agricoltura produce effetti favorevoli sulla spesa delle aziende agricole, sull'inquinamento ambientale, sulla salute dei consumatori e degli agricoltori - commenta il presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli - l'utilizzo di questi prodotti è un aiuto per l'agricoltura ma, per assicurare adeguata protezione delle colture limitandone le quantità somministrate, la ricerca punta su nuovi principi attivi che associno l'efficacia alla minore tossicità, e su componenti complementari del fitofarmaco in grado di migliorarne la persistenza sulla coltura nel tempo, riducendo la frequenza dei trattamenti. Un ulteriore valido elemento è rappresentato dalla crescente competenza degli agricoltori che, anche grazie all'utilizzo di macchine irroratrici sempre più sofisticate, sanno eseguire correttamente i trattamenti assicurando una distribuzione ottimale dei fitofarmaci e contribuendo anche a ridurre gli sprechi». Nei 12 anni presi in considerazione, oltre alla sensibile diminuzione quantitativa dei prodotti, l'Istat sottolinea anche un ridimensionamento della quantità dei prodotti attivi somministrati che si assesta sui 22,5 punti percentuali. Questo sta a significare che oltre alla quantità, diminuisce anche la concentrazione dei principi attivi contenuti nei prodotti. Sicuramente questo andamento generale si deve anche ricondurre alla diminuzione della Superficie Agricola Utilizzata tuttavia non va dimenticato che in questi anni si è assistito ad un cambio di approccio all'agricoltura che va nella direzione di una maggiore attenzione agli sprechi e all'ambiente. (a.t.)
