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COMACCHIO

Sì alla demolizione di 180 bilancioni

Annarita Bova
Bilancioni
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Il sindaco Fabbri: solo tre sono a norma. Al via un importante progetto per la riqualificazione su tutto il territorio

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COMACCHIO. Una delle immagini che più rappresenta Comacchio e il suo territorio è senza alcun dubbio legata ai bilancioni da pesca. Sorti come capanni rudimentali, nel corso del tempo sono stati via via modificati dai pescatori ed alcuni sono oggi utilizzati non più per lavoro ma per semplice “svago”. Quale il problema? Non sono in regola.

«Su 180 strutture presenti nel territorio - spiega il sindaco Marco Fabbri - solo 3 vedono le dovute autorizzazioni e non possiamo più far finta di niente». Da sottolineare che i bilancioni sono in mano ai privati e il Comune di Comacchio non è ente preposto alla regolamentazione degli stessi. «Alcuni mesi fa - dice il consigliere dell’Onda Davide Michetti - ho chiesto di poter visionare il progetto di riqualificazione dei bilancioni realizzato dai tecnici del Comune quando Alessadro Pierotti era sindaco, facendo presente che un tal bene non può e non si deve perdere. Spero che l’attuale amministrazione prenda la palla la balzo».

Detto, fatto. «Abbiamo già accennato alla questione in sede di presentazione del Bilancio 2015, considerato che provvederemo alla ristrutturazione dei Casoni di Valle ed all’interno di un ampio progetto è stata inserita anche la questione bilancioni da pesca - fa presenta il primo cittadino - È già stata emessa ordinanza di demolizione per tutte le strutture abusive ma non abbiamo intenzione di perdere uno dei simboli del territorio. Ecco perché, assieme agli altri enti coinvolti (in primo luogo la Regione Emilia Romagna) stiamo definendo le linee guida di quella che rappresenterà senza alcun dubbio una svolta per i settori turismo e pesca».

Il Comune predisporrà quindi un Piano particolareggiato di iniziativa pubblica ed in linea teorica i bilancioni verranno demoliti, ricostruiti e in alcuni casi anche riassegnati. "Non è però settore di nostra competenza - specifica Fabbri - perché gli stessi sorgono in zone demaniali e sarà quindi la Regione a dettare normative e regolamenti".

In linea di massima già alcuni privati pagano la concessione e sono quindi in regola. «Purtroppo non si può fare altro che puntare sulla completa ricostruzione - conclude il sindaco - perché i capanni dovranno rispondere a tutte le norme sulla sicurezza e non solo». Al momento non esistono infatti i servizi essenziali, scarichi compresi.

«È un’occasione importante per Comacchio e per il suo territorio, un modo per far riviere le tradizioni rispondendo però alle esigenze che i nuovi mercati chiedono. I bilancioni così come i capanni in Valle non spariranno ma verranno in tutti i modi valorizzati. Puntiamo in lato, come sempre, con la speranza di riuscire a raggiungere la meta viste le poche risorse che abbiamo a disposizione».