Arcivescovo, più amore meno durezza
DALLA PRIMA. Ma ammesso che l'amore non è un dovere, allora mi aspetterei maggiore disposizione a un confronto con toni più pacati. Mi aspetterei un'attenzione maggiore verso quella fetta di...
DALLA PRIMA. Ma ammesso che l'amore non è un dovere, allora mi aspetterei maggiore disposizione a un confronto con toni più pacati. Mi aspetterei un'attenzione maggiore verso quella fetta di popolazione che non governa, rispetto a quella che governa. E penso alle famiglie, in tutte le loro articolazioni, da quelle in condizione di indigenza, che sono sempre più alla luce della forte disoccupazione, a quelle allargate, a quelle con genitori omosessuali, perché tutte compongono la società, che piaccia o meno, che si sia d'accordo o meno. Sicuramente serve un dialogo tra chiesa e politica. Ma un dialogo appunto, non una battaglia. E su questo serve l'impegno di noi tutti. Come Papa Francesco insegna, si può sferzare con gentilezza. Senza irretire, ma facendo pensare. Senza bacchetta, ma con un sorriso. Ecco, il mio augurio per il 2015 è questo: che tutti, nei nostri ruoli, ci fermiamo un attimo a riflettere su ciò che è prioritario per la città e il territorio. Superando prima le contrapposizioni dei diversi schieramenti, poi, all'interno degli stressi schieramenti, gli individualismi.
Paola Peruffo
Consigliere comunale
Forza Italia
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