«Nessun disoccupato tra i dipendenti delle Province»
Ennesima rassicurazione ai dimostranti in Regione. Fabbri: legge sbagliata. Già a gennaio le nuove deleghe
La prima grana si è materializzata sotto gli occhi dei neo consiglieri regionali, ed in particolare i due capigruppo ferraresi, ancor prima dell’insediamento dell’assemblea, ieri mattina a Bologna. Il sindacato Usb aveva infatti portato i dipendenti delle Province in scioglimento a manifestare sotto le torri della Regione, e ha ottenuto facilmente un incontro con i capigruppo, non appena eletti i vertici dell’assemblea. Paolo Calvano (Pd) e Alan Fabbri (Lega) erano i più attesi, come punti di riferimento di maggioranza e opposizione, e le loro dichiarazioni all’uscita dall’incontro hanno rispettato il copione. «Abbiamo ribadito ai lavoratori e ai loro rappresentanti che nessuno perderà il posto, come esplicitato dal testo della legge di Stabilità - ha detto Calvano - Non vogliamo creare nuovi disoccupati, proprio non ce n’è bisogno. I dipendenti resteranno in carico alla Province, dalle quali continueranno ad essere pagati, per i prossimi due anni, nel corso dei quali avverrà il riassetto delle deleghe con Regione e Comuni. Una parte preponderante dei dipendenti seguirà quindi le deleghe. Nel frattempo tutti i livelli istituzionali, dalle amministrazioni decentrate dello Stato ai Comuni, dovranno fare la loro parte rispettando le disposizioni governative, e dare priorità nelle assunzioni al personale delle Province».
Fabbri ha dato volentieri ragione al sindacato di base, che pure ha radici profonde a sinistra, «ha ragione da vendere, ancora una volta il governo ha portato avanti una riforma senza preoccuparsi delle conseguenze, così com’è successo con la legge Fornero. Non si possono tagliare le Province senza proccuparsi di difendere lavoro e professionalità dei dipendenti - ha sillabato il capogruppo regionale leghista - Noi tra l’altro abbiamo sempre detto che bisognava chiudere le Prefetture, anche perché non ci hanno ancora detto cosa succederà ai servizi delle Province. È stato un errore trattare tutte gli enti nello stesso modo, Napoli non è come Ferrara, ci sono esempi virtuosi. Così è stato fatto solo un gran casino».
Il governatore Bonaccini ha comunque fretta: entro gennaio, ha detto ieri, vorrebbe decidere «quali funzioni assegnare alle nuove Province, e nel frattempo interloquire con il governo perché le riforme in atto non vanno fermate, ma non dobbiamo fare nuovi disoccupati».
