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«Preoccupati per le voci su un aumento del capitale»

Chiedono più trasparenza sull’ipotesi di aumenti di capitale, si interrogano sul ruolo della banca sul territorio dopo il gran rifiuto a Carife, pretendono la “par condicio” fra tutti gli azionisti e...

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Chiedono più trasparenza sull’ipotesi di aumenti di capitale, si interrogano sul ruolo della banca sul territorio dopo il gran rifiuto a Carife, pretendono la “par condicio” fra tutti gli azionisti e si augurano che nel 2015 venga attivato, per tutti i soci senza distinzioni, il fondo di riacquisto delle azioni.

La lettera di fine anno che l’Associazione dei piccoli azionisti di Caricento spa indirizzano alla loro banca contiene tanti dubbi e poche certezze. Di certo c’è «la rinuncia al progetto di acquisizione della Carife, in merito al quale questa associazione aveva già espresso parere dubbio per la poca chiarezza delle intenzioni ed ancor più sulle inevitabili ricadute negative che si verificherebbero sul valore delle nostre azioni». A questo si aggiunge lo sforzo economico sostenuto dalla banca «con im portanti sponsorizzazioni sulla piazza di Ferrara. Questo ci è apparso più come una sorta di captatio benevolentiae che il frutto di un disegno progettuale attuato sulla base di dati già certi, che "allo stato " non si sono realizzati. Ora che l’affare Carife non sembra andare in porto rimarranno però gli impegni assunti a gravare sui nostri futuri bilanci». Ma a preoccupare ancora di più i piccoli azionisti sono le voci circa «un imminente e prossimo aumento di capitale per CAricento spa», considerato che in passato « la Direzione Generale nell’ambito delle assemblee annuali dei soci ha più volte portato avanti con vanto il fatto che i positivi bilanci si sono raggiunti senza dover chiedere un centesimo ai soci (quindi senza aumenti di capitale)».