Sfratti, l’emergenza è inarrestabile
Unica tregua nel 2012 per il terremoto. Il caso del 62enne che si è tolto la vita in albergo è solo la punta dell’iceberg
La drammatica storia di A.P. il ferrarese di 62 anni trovato morto suicida domenica perché rimasto senza casa dopo lo sfratto, è solo la punta dell'iceberg di un dramma sociale che molte persone e famiglie stanno vivendo.
«C'è molta disperazione in giro, la situazione è esplosiva. La crisi, la mancanza di lavoro e le difficoltà economiche - afferma Galileo Goretti, del Sunia - hanno messo in ginocchio tantissime persone che non sanno più come tirare avanti. Ai sempre più numerosi provvedimenti esecutivi di sfratto si sommano anche quelli di Acer e Comune che davanti a una situazione radicata di morosità agiscono di conseguenza. È tutto legittimo ma il problema davanti al quale ci troviamo è umano, oltreché burocratico».
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Dal 2007 al 2013 gli sfratti per morosità o altra causa sono sempre aumentati, passando da 173 a 234. Solo nel 2012 il numero è sceso a 114, per via delle misure attivate nel dopo terremoto. «Nel corso del 2014 il numero è aumentato ancora e chi viene cacciato non ha alternative. Ci sono tante famiglie - continua Goretti - che vengono viste unicamente come un fascicolo ma, dietro ad esso, c'è una componente umana e sociale che non viene presa in considerazione; non abbastanza per lo meno. A mio parere l’amministrazione comunale dovrebbe rivedere il sistema di assistenza e i regolamenti locali».
Dal canto suo Chiara Sapigni, assessore ai Servizi sociali del Comune di Ferrara, non può far altro che esprimere dispiacere e rammarico per un'emergenza che sembra inarrestabile. «Ho appreso questa mattina (ieri per chi legge, ndr) dalla Nuova la triste notizia - dice, riferendosi al gesto estremo del sessantaduenne - Dopo un periodo di “calma” dovuto alla sospensione delle tasse post sima, gli sfratti stanno riprendendo. Cerchiamo di tenere tutto sotto controllo anche attraverso il contatto diretto con le persone, cercando anche forme collettive di accoglienza».
L'assessore tenta di fare il punto di una situazione sempre più difficile. «Cerchiamo di tenere alti i numeri degli alloggi per l'emergenza abitativa in modo da dare un'alternativa a quelle persone che restano senza casa, cerchiamo di contribuire con 200 euro al mese alle spese di chi un nuovo alloggio lo trova autonomamente. Questa persona ha compiuto un gesto estremo dovuto senza dubbio alla disperazione e alla solitudine. Purtroppo - conclude l’assessore Sapigni - il percorso è sempre più difficile, sempre in salita e per tanto si cerchi di fare, quel tanto, non è mai abbastanza».
Samuele Govoni
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