«Il mare chiede coraggio Porto Garibaldi risponde»
I comandanti Guidi e Cinti intervengono sulla tragedia nel porto di Ravenna «I nostri marinai operano a livello specialistico in ogni parte d’Italia»
PORTO GARIBALDI. «La “gente di mare” di Porto Garibaldi, figlia della nostra tradizionale marieneria che oggi non si occupa più solo di pesca, ma conta molti addetti ai servizi tecnico portuali del Porto di Ravenna, ci tiene a sottolineare con orgoglio di aver partecipato ai soccorsi inerenti la collisione avvenuta nel porto di Ravenna». I comandanti Gianpaolo Guidi e Daniele Cinti, con una punta d’orgoglio nel profondo dolore per quanto accaduto, sottolineano che «i nostri ragazzi, dopo la conclamata crisi del settore pesca, hanno cercato di continuare la tradizione nei servizi tecnico portuali, quali rimorchi, ormeggi, pilotinaggio. Ad oggi i nostri marittmi sono circa una trentina ed operano a livello specialistico, quali comandani e direttori di macchina vantando una notevole esperienza derivante dalla crescita e dal settore di provenienza». Uomini di mare insomma da generazioni, che nascono nel territorio e che hanno innata un’affinità con il mare. I comandanti Paolo Guidi e Daniele Cinti ormai prossimi alla pensione si chiedono quali prospettive per questo settore offre il futuro alle nuove generazioni considerato anche che il settore richiede sempre più preparazione e coinvolgimento. «La domanda la poniamo all’attenzione delle autorità regionali e statali senza dimenticare che la pesca, è stata la scuola dei nostri marinai che hanno fornito tante competenze fino ad oggi». Chiude il comandante Guidi «da non dimenticare che i marinari nascono con un piede in acqua e che il settore pesca ha negli anni formato e quelli che sono definiti oggi uomini di mare. Tenendo presente che la solidarietà soprattutto in queste situazioni valgono le leggi del mare la prima su tutte: prodigarsi per salvare le vite umane». Infine, «A tutti i ragazzi di Porto Garibaldi che operano nel settore Marittimo di Marina di Ravenna un plauso e un grande abbraccio: abbiamo bisogno di voi».
Antonella Poletti
