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Le nutrie come i topi Chi è autorizzato deve contrastarle

Le nutrie come i topi Chi è autorizzato deve contrastarle

PORTOMAGGIORE. Si torna a parlare della questione nutrie, e questa volta le precisazioni arrivano direttamente dall’assessorato regionale all’Agricoltura. “La Regione ha emanato nel mese di ottobre...

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PORTOMAGGIORE. Si torna a parlare della questione nutrie, e questa volta le precisazioni arrivano direttamente dall’assessorato regionale all’Agricoltura. “La Regione ha emanato nel mese di ottobre uno schema di ordinanza per aiutare i Comuni ad organizzare i piani di contenimento delle nutrie. Dal 21 agosto, infatti, le nutrie rientrano nella stessa categoria di topi, ratti, talpe e altre arvicole. Pertanto ogni cittadino può contrastare la presenza, nel rispetto dei limiti di legge - si legge nella nota - Nelle situazioni in cui la diffusione dell’animale sia particolarmente significativa e costituisca una grave minaccia per le arginature di fiumi e canali, nonché per le colture agricole, il Comune può predisporre un’ azione di contrasto mirata attraverso una specifica ordinanza. Proprio per questo la Regione ha predisposto uno schema di ordinanza tipo, che è stato inviato a tutte le amministrazioni comunali dell’Emilia-Romagna”. Secondo lo schema di ordinanza messo a punto dalla Regione, e che ha ottenuto il parere favorevole dell’Ispra (l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale), i piani di controllo comunali potranno coinvolgere i cacciatori espressamente autorizzati, il personale della protezione civile, quello di vigilanza del reticolo idrografico; i cacciatori in genere nel rispetto del calendario venatorio, gli stessi agricoltori (regolarmente muniti di porto d’armi), purché limitatamente al proprio fondo agricolo”. La nutria è un roditore originario del Sud America che, importato in Italia per la produzione di pellicce, si è enormemente diffuso, provocando gravi danni alle culture agricole, agli argini dei fiumi e all’habitat di molte specie protette autoctone. In questi anni la Regione ha garantito una regolare azione di contenimento (una media di 60 mila animali all’anno), che ora potrà essere continuata dai Comuni utilizzando le opportunità offerte dalla legislazione regionale sulla presenza di specie infestanti quali appunto topi e altri roditori.