Partecipanza Agraria In otto chiedono un consiglio urgente
La richiesta per superare l’impasse della maggioranza Il problema principale è l’approvazione del bilancio
CENTO. «In Partecipanza, occorre affrontare in maniera responsabile il primo dei delicati problemi: l’approvazione del bilancio di previsione, magari con una maggioranza alternativa».
Otto consiglieri hanno presentato ieri in Partecipanza la richiesta di un consiglio urgente per superare la complicata impasse in cui è finita la maggioranza al governo della Partecipanza Agraria di Cento. A presentare la richiesta di convocazione urgente, sono i consiglieri di minoranza, Renato Borgatti, Raffaele Gilli, Sandro Balboni, Marco Gallerani, Renato Minelli, Germano Borgtti e Corrado Borgatti. A loro si è aggiunto anche il consigliere Massimo Pirani (Ciacci). Sono proprio i sette consiglieri d'opposizione che commentano la situazione in Partecipanza: «Riteniamo che, il presidente Draghetti ed il vicepresidente Fortini, siano giunti al capolinea. La maggioranza del consiglio è spaccata e nel corso dell’ultimo consiglio, i magistrati Bruno Casoni e Tassinari Alessandro hanno rassegnato le proprie dimissioni, chi con lettera e chi con dichiarazione verbale».
Problemi e malesseri, quelli nelle file della maggioranza, già emersi con evidenza secondo i consiglieri di minoranza nel corso del consiglio del 2 dicembre: “La maggioranza, nonostante i suggerimenti, non ha coinvolto tutte le parti sulla proposta di modifica della legge elettorale e di conseguenza ha incassato la prima bocciatura. Poi il 22 dicembre, i numeri sono mancati di nuovo in occasione dell'approvazione di un bilancio di previsione pieno di lacune». E intanto, “emergono sempre più preoccupanti per l’Ente, i dettagli della cattiva gestione nella vicenda “scuole di Reno Centese”, con annessa ipoteca sul diritto di superficie della Cogefer. Questioni che porterebbero ad una presa d’atto con conseguente rassegna di dimissioni, mentre invece il presidente Draghetti e il vicepresidente Fortini, sembra vogliano continuare ancora sulla linea cieca e arrogante che ha caratterizzato il loro fallimentare mandato». (be.ba.)
