Risultato storico, lo smog è dentro i limiti
Secondo le rilevazioni provvisorie dell'Arpa, il 2014 si chiude per la prima volta senza sforare la soglia europea
FERRARA
Il risultato è importante quanto inaspettato e forse non semplice da replicare, in condizioni meteo meno anomale di quest’anno. Fatto sta che il 2014 si chiude a Ferrara, per la prima volta da quando esistono le rilevazioni Arpa, senza sforamenti della soglia delle polveri sottili. L’incubo smog che da diversi lustri produce restrizioni al traffico e alimenta i timori degli amministratori, sempre sul filo di essere colpiti da sanzioni Ue, sembra quindi in via di dissolvimento, con la conferma di un trend positivo sul fronte delle polveri sottili che va al di là del pur eclatante risultato del 2014.
Le rilevazioni Arpa non sono ovviamente ancora complete, in quanto ieri sul sito ci si ferma al 30 dicembre che, peraltro, è rimasto lontano da quel limite di 50 microgrammi che nella centralina di corso Isonzo non si raggiunge da diverse settimane. Tuttavia la soglia di tolleranza europea per gli sforamenti giornalieri, che è di 35 giorni l’anno, non sarà nemmeno raggiunta, anche in caso di bollino rosso sulle rilevazioni del 31 dicembre. Corso Isonzo, la centralina più “inquinata” di città e provincia, è infatti a quota 33 sforamenti su base annua, ed a meno di revisioni a posteriori dei dati, raggiungerà al massimo quota 34. Dentro, quindi, il limite europeo, seppure per un soffio. Anche meglio sono piazzate le centraline di Villa Fulvia (finora 32 sforamenti) Cento (26) e Gherardi (22).
L’eccezionalità di questi dati è testimoniata anche dal confronto con le altre centraline in regione: solo sei sono attualmente al di sopra della soglia europea, mentre negli anni scorsi la situazione era decisamente più critica. L’andamento meteo quasi sempre instabile e decisamente anomalo del 2014 ha sicuramente inciso su questi risultati, ma il trend in miglioramento è tanto netto da non poter essere imputato solo alle piogge. Basti pensare che l’anno scorso si dovevano registrare 51 sforamenti e due anni prima ben 77.
È doveroso aspettare la validazione dei dati ma anche attendersi un aggiornamento delle politiche ambientali, che tengano conto dei problemi derivati dalle polveri ultrafini mandando però in pensione le misure più datate.
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