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«In Provincia stipendio sicuro solo nel 2015 E la lista degli esuberi c'è»

«In Provincia stipendio sicuro solo nel 2015 E la lista degli esuberi c'è»

Le rassicurazioni del governatore Bonaccini e di Paolo Calvano, capogruppo Pd, hanno convinto il giusto i rappresentanti dei lavoratori della Provincia, almeno quelli del sindacato di base Usb che ha...

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Le rassicurazioni del governatore Bonaccini e di Paolo Calvano, capogruppo Pd, hanno convinto il giusto i rappresentanti dei lavoratori della Provincia, almeno quelli del sindacato di base Usb che ha organizzato la manifestazione dell’altro giorno, all’insediamento del nuovo consiglio regionale. Diciamo che vengono prese per buone... a metà: «Ci garantiscono due anni di stipendio pagati dalla Provincia? Prendiamo per buona la rassicurazione diretta del presidente Tagliani, che in assemblea ci ha assicurato conti in ordine e stipendi pagati per tutto il 2015. Dal 2016 cominceremo ad avere problemi anche noi, come altre Province già ora vicine al dissesto - spiega la delegata Maurizia Zeni - Resta poi aperta la questione esuberi, visto che alla lista nominale dei dipendenti non impegnati nelle deleghe rimaste (essenzialmente viabilità e scuola), ci risulta si continui a lavorare anche se la data del 31 gennaio non è più così stringente. Entro marzo, però, sapremo quali deleghe la Regione vorrà restituire: poche, temiamo. Quelle come l’Agricoltura, conferita solo nel 2001, o come l’Ambiente, difficilmente verranno nuovamente decentrate». Ad una Regione in grado di assorbire per intero gli esuberi, tuttavia, l’Usb non crede, «anche loro hanno esuberi, quindi...».

Il tema resta all’ordine del giorno tra i politici, anche nelle sue varianti relative al riordino territoriale su aree vaste. Ieri si è registrata al proposito una presa di posizione di Daniele Manca, sindaco di Imola e tra i candidati forti alla segreteria regionale Pd dopo il passo indietro di Calvano, sulla questione sanitaria: l’area vasta con Bologna non è inevitabile, secondo Manca, secondo il quale il futuro «non è una fusione a freddo di aziende, ma la costruzione di reti cliniche: noi siamo autonomi perché è autonomo il Sant’Orsola di Bologna così com’è autonoma Ferrara».

Sul fronte dell’annessione del territorio provinciale alla città metropolitana di Bologna, poi, cominciano ad emergere perplessità e malumori anche tra gli stessi Pd bolognesi, tra i quali non si scarta lo scenario dell’autonomia ferrarese.