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«Sto male, sono incinta». E non paga

«Sto male, sono incinta». E non paga

Due ferraresi denunciati dalla polizia per insolvenza fraudolenta. Un’altra volta si sono dileguati con la scusa di fumare

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«Sono incinta, mi sento male... devo prendere subito un taxi per andare all’ospedale, mi può prestare i soldi?» La donna che, con lo sguardo dolorante e la voce affannata, chiedeva aiuto per un’emergenza sanitaria, aveva appena finito di mangiare un piatto di cappellacci annaffiato da vino pregiato, e aveva concluso il pasto con un caffè. L’uomo che era con lei si era fatto fuori a sua volta un bel piatto di cappellacci alla zucca; e al vino e al caffé aveva aggiunto anche un bicchierino di rhum. Il totale ammontava a 40 euro, ma di fronte ai crampi di una donna incinta, chi pensa più al conto? E se la stessa ti chiede soldi in prestito, come negarle il soccorso? Questo ha pensato la titolare di un locale di viale Cavour quando, a fine ottobre, non ha esitato ad allungare ai clienti in affanno una banconota da 100 euro e incassare la promessa che le sarebbero stati restituiti al più presto, insieme ai 40 euro del conto. La coppia si è precipitata fuori dal locale, ma la fretta non serviva a scongiurare un’interruzione di gravidanza, ma a dileguarsi dopo aver mangiato e bevuto a sbafo. Nessun bambino in arrivo; ma due scrocconi in partenza. Se ne è resa conto, amaramente, la titolare del bar che invano ha aspettato che i due tornassero. A parziale consolazione, non è stata certo l’unica a essere caduta nel tranello dei due, veri e propri specialisti della mangiata e fuga. E di scrocco in scrocco, si sono fatti una reputazione, la stessa che ha permesso ora ai derubati di riconoscerli nelle foto degli archivi della polizia e farli denunciare per insolvenza fraudolenta. La coppia infatti è stata individuata anche dai titolari di un altro ristorante, in zona Darsena-San Giacomo, che ci aveva rimesso gli 83 euro di una lauta cena: primo, secondo, vino, acqua, dolce, caffè e liquore. Era il 22 novembre e gli avventori, alla fine delle libagioni, avevano infilato i cappotti ed erano usciti per fumarsi una sigaretta. E, naturalmente, non erano più rientrati. Al momento della denuncia in questura i titolari non hanno avuto dubbi nel riconoscere in una donna di 42 anni e un uomo di 36, entrambi ferraresi, i clienti fraudolenti. E al termine degli accertamenti, gli ispettori della Squadra Mobile li hanno denunciati. Del resto, erano conosciuti per almeno altri due episodi simili. Il primo risaliva a inizio settembre, quando i due avevano mangiato e bevuto a sazietà in un pub di corso Porta Po. Una cena consistente, visto che il conto finale era di circa 50 euro. Anche il quel caso i due erano usciti con la scusa di fumare e hanno lasciato il conto da pagare. È del 2 dicembre, infine, il quarto “colpo” attribuito ai due scrocconi seriali. A farne le spese, una pizzeria non lontana dal pub di corso Porta Po. In questo caso, come riportato a suo tempo proprio dalla “Nuova Ferrara”, i due avevano aggiunto al danno la beffa. Prima avevano ordinato una cena a base di pesce, con acqua e vino. Poi avevano chiesto una pizza da asporto da portare - avevano detto - alla figlia che li aspettava a casa. Invece, mangiato il pesce e ritirata la pizza, i due erano riusciti ad allontanarsi dal locale lasciando un conto di 83 euro da pagare. Dopo la denuncia, gli accertamenti della Squadra Mobile proseguono perché si ritiene che i due possano aver compiuto anche altri colpi dello stesso tipo. (a.m.)