La raccolta firme «Vogliamo notizie sulla nave romana»
COMACCHIO. «Dopo 25 anni vogliamo una risposta sulle condizioni della Fortuna maris». Sono oltre 250 le firme già raccolte con la petizione lanciata da un cittadino di Comacchio, Francesco Felletti,...
COMACCHIO. «Dopo 25 anni vogliamo una risposta sulle condizioni della Fortuna maris». Sono oltre 250 le firme già raccolte con la petizione lanciata da un cittadino di Comacchio, Francesco Felletti, e diretta al ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini.
«La nave romana di Comacchio - dicono i firmatari -, giace dall’89 nel cantiere di restauro, immersa in una vasca, rinchiusa in un sarcofago di vetroresina. Da allora, dopo un breve periodo di esposizione dove era possibile ammirarla con una passerella attorno alla vasca, è letteralmente scomparsa, sia dalla vista che da ogni notizia, ufficiale o ufficiosa. Chiunque si sia cimentato nell’impresa di arrivare a capire a che punto stia il processo di conservazione e se sia andato a buon fine, si è trovato davanti un muro di gomma di reticenza se non di omertà. Le “voci” che circolano, alimentate da questa aura di mistero, propendano per un epilogo disastroso; il metodo di restauro scelto (gligole propilenico, secondo la metodica Meucci) avrebbe irrimediabilmente compromesso l’integrità stessa dello scafo, pregiudicando inoltre ogni possibile ulteriore intervento di recupero. Quello che chiediamo a lei, signor sinistro, anche in virtù dei suoi natali ferraresi che dovrebbero renderla ancor più sensibile alla tematica ancorché inserita nel vasto dibattito sulla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese, è di fugare questi dubbi. Dopo 25 anni una risposta ci è dovuta e se lo scafo è stato danneggiato o, non sia mai, addirittura distrutto, vogliamo saperlo. Se invece si deve cambiare il metodo di restauro questo dev’essere fatto nel più breve tempo possibile e la nave restituita alla fruizione dei comacchiesi e non solo».
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