Nell’auto cinque quintali di hashish
Arrestata a Genova una donna residente a Cento, il carico avrebbe fruttato 10 milioni di euro sul mercato dello spaccio
Ventisei anni, casalinga, incensurata. Sola in auto con la sua bambina di cinque anni. L’identikit dell’insospettabile. Eppure lei, giovane marocchina arrivata in Italia nel 2006 e residente a Cento, è ora al centro dei uno dei più imponenti sequestri di droga mai avvenuti in Italia. A sua insaputa, si difende lei. Non la pensano così gli inquirenti che l’hanno arrestata per traffico di droga dopo un controllo da parte della Polizia Marittima al porto di Genova.
La sua auto, una Toyota Avensis, era letteralmente imbottita di hashish: cinque quintali di droga, per la precisione 512 chili e 245 grammi. Una quantità che, sul mercato dello spaccio, avrebbe fruttato una cifra da capogiro: 10 milioni di euro. Droga, spiegano gli inquirenti, destinata a varie regioni del Nord Italia, tra cui l’Emilia Romagna e il Ferrarese. L’arresto della donna risale la mattina di Natale, ma è stato reso noto solo in questi giorni. Madre e figlia erano appena sbarcate al porto di Genova a bordo del traghetto Excellent proveniente a Tangeri, in Marocco. La Polmare genovese ogni giorno è impegnata con otto-nove uomini in operazioni di controllo. All’avvicinarsi degli ispettori la donna, che parla perfettamente l’italiano, ha mostrato un crescente nervosismo che ha messo in sospetto gli agenti. Durante il controllo dell’auto, una “mattonella” di hashish pressato è spuntata da sotto il tappetino. Quanto basta per indurre la Polizia Marittina a smontare, con l’aiuto del vigili del fuoco, l’intera vettura. Pezzo dopo pezzo, l’auto si è rivelata un vero forziere zeppo di droga: 1229 pani di hashish erano nascosti sotto il sedile, coperti da una lamiera saldata sul pianale. L’hashish era suddiviso in pani di diverse pezzature: per la maggior parte da un chilo, altri da 500 grammi, 250 grammi o un etto, per poter poi essere smistato e distribuito con maggior facilità ai “grossisti” dei vari territori, a loro volta incaricati, secondo l’organizzazione piramidale dello spaccio, ad affidarlo a pusher per lo smercio al minuto. Una delle piazze destinate a essere rifornite da questa impressionante partita di droga, era il Ferrarese e in particolare il Centese visto il luogo di residenza della 26enne marocchina, regolare in Italia e separata dal marito connazionale.
La donna ha negato ogni addebito, sostenendo che l’auto sarebbe stata riempita di hashish a sua insaputa.
Una versione giudicata non credibile dagli inquirenti, che ritengonom invece che la donna sia un corriere della droga e si sia recata in Marocco per un rifornimento di hashish destinato al mercato italiano. La bambina di cinque anni è stata affidata a una comunità protetta. (a.m.)
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