Silenzio e lacrime per ricordare l’ex politico Caravita
ARGENTA. «Se siamo in tanti qui a pregare significa che vogliamo dare un gesto di riconoscenza a lui, ad Antonio che ha amato tanto. Preghiamo nonostante la tristezza del momento». Don Alvaro...
ARGENTA. «Se siamo in tanti qui a pregare significa che vogliamo dare un gesto di riconoscenza a lui, ad Antonio che ha amato tanto. Preghiamo nonostante la tristezza del momento».
Don Alvaro Marabini, parroco di Argenta, non ha dovuto alzare il suo solito timbro di voce per dire queste parole. Il silenzio surreale e la profonda mestizia delle numerose persone che hanno riempito il duomo di Argenta in occasione del funerale di Antonio Caravita, 44 anni, hanno aiutato per meglio comprendere il significato profondo dell’intera omelia.
Una funzione funebre davvero partecipata quella che si è svolta nell’ultimo pomeriggio del 2014.
Nonostante il freddo e il vento pungente, l’Argenta di ogni settore, dalle autorità civili e militari, dai parenti fino agli amici e conoscenti, ebbene, tutti non hanno voluto mancare a questo triste momento: sinonimo che Antonio ha davvero amato, socializzato, vissuto con intensità questa comunità.
Un vissuto ad iniziare da quando fu sui banchi di scuola fino a quelli del consiglio comunale.
Argentani dunque riconoscenti che con la loro partecipazione hanno esternato affetto e stima ai familiari di Antonio: alla moglie, al figlio (c’erano gli amici del gruppo argentano degli scout oltre ai compagni di scuola e del basket). «Continuate a stare vicini alla famiglia con la solidarietà» ha poi aggiunto don Alvaro che ha celebrato il rito funebre assieme a don Giuseppe Negretto, parroco di Portomaggiore. Una vicinanza che non è mai mancata soprattutto dagli amici più stretti, di coloro che, sulla propria pelle, hanno vissuto questa dolorosa perdita nel silenzio e con rispetto. Un silenzio certamente assordante.
Giorgio Carnaroli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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