Venti minuti di colori per l’arrivo del 2015
L’incendio del Castello regala nuove emozioni ai tantissimi presenti Molti turisti per il tutto esaurito, e negli hotel spunta la scritta ‘full’
Quel che resta dopo la festa di Capodanno è il silenzio. Una città addormentata, avvolta in un freddo immobile.
Solo qualche passante per strada che ha tardato a rincasare e il fischio lontano del treno che, Capodanno oppure no, segue la propria tabella di marcia e continua le sue corse. Quel che resta dopo la festa sono gli operatori ecologici, i "netturbini", gli "spazzini", tanto contestati da alcuni commercianti del centro storico nel corso del 2014 ma che finiti i botti, le risate e le grida sono arrivati puntuali e silenziosi e hanno ripulito le piazze e le vie del centro. E l’hanno rimesso a nuovo come non fosse accaduto nulla. Quel che resta dopo la festa sono le aspettative, i progetti, le ipotesi ma forse "si tratta di affrontare quello che verrà come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà", come canta Le luci della centrale elettrica.
E quel che resta dopo la festa, è il successo conclamato e incondizionato della quarta edizione della Festa di Capodanno organizzata dallo Studio Borsetti. Intorno alle 21,30, come da programma, sul palco iniziano a salire i primi ospiti della serata. Una carrellata di artisti che ha accompagnato il pubblico, sempre più numeroso via via che si avvicinava l'ora X, al grande spettacolo piromusicale di mezzanotte.
A condurre la serata di San Silvestro ci ha pensato Beatrice Buffadini, cantante e attrice forlivese. Sul palco si sono alternati il cantante, attore e autore Heron Borelli, il soprano Rossana Piccaluga, la funky band Black & Brown, il cantante Mattia Inverni, la cantante latina Marcela Ocampo, il cantante Alex Labriola e la disc jockey Carlotta Targa.
Alle 23,15 ai margini di piazza Castello lo spazio era ancora tanto e già i più pessimisti cominciavano a dire che "rispetto gli altri anni non c'era nessuno", affermazione tanto azzardata quanto precipitosa visto che di lì a poco sarebbe stato quasi impossibile oltrepassare la folla.
Alle 23,45 il Castello Estense era circondato: piazza e largo Castello, parte di viale Cavour, corso Martiri della Libertà e piazza Savonarola erano al completo. A quel punto il direttore artistico della serata, Tony Labriola, e l'organizzatore Nicola Borsetti, accolti da un applauso sono saliti sul palco per un saluto: «L'applauso va a voi che siete qui questa sera (mercoledì per chi legge, ndr)! Va - affermava Borsetti - a tutti coloro che arrivando da vicino e da lontano continuano a credere in questo evento!». E di turisti in giro ce n'erano un bel po': al parcheggio Ex Mof i camper avevano preso il sopravvento, gli hotel e i bed and breakfast erano al completo (tanto da vedere la scritta "full" appiccicata con il nastro adesivo sulle porte di alcuni alberghi) e anche i ristoranti hanno chiuso l'anno col botto. Lo spettacolo piromusicale che da mezzanotte ha "incendiato" il Castello per venti minuti è stato mozzafiato.
Commoventi i fuochi in sincronia con la celebre "I dreamed a dream" perché, nonostante tutto, non bisogna dimenticarsi di sognare e soprattutto bisogno continuare a farlo. Per la cronaca, l’ordinanza anti-botti del sindaco è stata rispettata dalla maggior parte, esclusi i soliti che hanno voluto festeggiare con i botti vietati ma faidate.
Samuele Govoni
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