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Il buchetto e poi il buco: così si razziano i garage

Il buco praticato dai ladri
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Il buco praticato dai ladri

Appello dei carabinieri, crescono i furti della banda specializzata in rimesse. Per essere sicuri di trovare bici di valore, i ladri usano la tecnica dello spioncino

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Prima il “buchino” e poi il buco. Agiscono in due tempi, il primo “esplorativo” e il secondo “operativo”, i ladri specializzati nelle razzie ai garage. Le cronache di questi furti concordano quasi sempre su una circostanza: quasi fossero dotati di vista a raggi x, i malviventi sembrano sempre azzeccare i garage più ricchi di biciclette di marca o attrezzi di valore, evitando la fatica di scassinare le rimesse contenenti solo ferrivecchi e altre cose di scarso pregio. «Sembrava quasi lo sapessero, forse mi hanno tenuto d’occhio», è il commento più frequente di chi è stato derubato della sua preziosa mountain bike, mentre il garage del vicino pieno di bici scassate non è stato nemmeno aperto. In realtà, avvertono dal Comando provinciale dei carabinieri di Ferrara, i ladri adottano un sistema tanto semplice quanto infallibile per andare a colpo sicuro.

Prima praticano uno “spioncino” vicino alla serratura, di dimensioni sufficienti a calare nel garage un cavo con un led o una lampada inserita per rischiarare l’ambiente e poi controllare l’interno del locale e verificare anche l’eventuale presenza di telecamere. Solo se il “panorama” risulta appetibile, si passa alla seconda parte del piano, praticando un’apertura più consistente, in genere un taglio lungo 15-20 centimetri e largo 8 per poter sfilare il catenaccio o forzare la serratura. Da qui l’appello dei carabinieri a prestare la massima attenzione a segni di effrazione alle porte dei garage, perché non è escluso che i malviventi possano prima preparare il furto e poi compierlo una volta preparato il “terreno”. L’orario preferito è tra le 2 e le 4 del mattino, e la refurtiva è composta principalmente da biciclette costose: modelli storici, marche pregiate (Dei, Bianchi, Willer), bici elettriche, da corsa, mountain bike o city bike; spesso le razzie comprendono anche liquori, generi alimentari o attrezzi. Il 2014 è stato attraversato da una numerosa serie di denunce alle forze dell’ordine.

Basta digitare le parole “garage” e “biciclette” sul nostro archivio elettronico per trovare una sfilza di notizie. L’ultima è stata riportata dalle cronache il 12 dicembre, relativa a una razzia in dodici garage in via Migliari, a Pontelagoscuro, dove la banda si era impossessata di una decina di biciclette di marca. Il 26 ottobre, la notizia del furto di alcune biciclette da garage di un’abitazione di via Calzolai, a Francolino; ancora il 16 ottobre una mountain bike sparita da una rimessa di via Gondar. Ancora a inizio ottobre, colpo grosso in via Bellaria, con il furto di biciclette di grande valore dal garage di un noto avvocato, un bottino da 20.000 euro. Il 24 settembre le crobache riferiscono di un altro raid notturno in via Turoldo, nella nuova zona residenziale tra Borgo Punta e Malborghetto, fruttato un paio di biciclette di pregio. Doppia incursione in via Caretti, dove a inizio settembre la banda dei garage ha colpito due volte in due notti: due furti-fotocopia di bici e attrezzi da lavoro. I malviventi hanno spaziato spesso e volentieri anche fuori città: ne è l’esempio il caso di fine agosto, in via Mariani a Final di Rero dove da un garage sono state portate via due bici. Ancora biciclette di marca, ma anche canne da pesca occhiali da sole e materiale hi-fi il frutto della razzia notturna consumata sempre a fine agosto in via Nielsen, zona via Comacchio, ai danni di 8 garage. Risale a metà giugno il raid in via Marvelli, preceduto, nel 2014, da colpi simili a Saletta, a maggio, e in via Magnoni, a Borgo Punta, a gennaio.

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