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«Mi hanno legato i polsi e rapinata»

«Mi hanno legato i polsi e rapinata»

Lido delle Nazioni, notte di paura per la titolare del Bar Centrale. Rubati oltre 4mila euro da due uomini dal viso coperto

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LIDO DELLE NAZIONI. Legata con una fascetta da elettricista alla porta del forno mentre due uomini, vestiti da motociclisti con casco integrale addosso e visiera abbassata hanno portato via il denaro che aveva nella borsa, oltre 4 mila euro.

È accaduto a Lido delle Nazioni, ieri notte, verso le 3.20, quando quelli che al momento restano ignoti malviventi hanno rapinato Giovanna Dialuce, titolare del bar Centrale, su lungomare Italia. La donna, da 21 anni alla guida dello storico locale era appena arrivata al bar e stava preparando le paste e gli altri alimenti per la prima colazione, quando sulla porta della cucina, dietro al bancone, si è ritrovata davanti un uomo, snello, alto più di un metro e 70, vestito da motociclista, giubbotto nero, guanti di pelle nera, casco nero integrale con visiera abbassata, che senza dire nemmeno una parola l’ha presa e messe le mani dietro la schiena l’ha poi legata, per il polso destro, alla porta del forno della cucina, utilizzando una fascetta da elettricista. Il rapinatore ha preso il denaro che la donna aveva nella borsa, più di 4 mila euro e poi, ad una parola del complice, che era dalla parte opposta del bar, nei pressi della cassa, se ne sono andatidalla porta d’ingresso, facendo perdere le proprie tracce. Solo 20 minuti dopo, più o meno, Dialuce è stata liberata dal pasticcere che aveva portato altri alimenti al bar ed è stato così possibile chiamare i carabinieri che giunti sul posto hanno ascoltato la testimonianza della titolare del locale, cominciato le indagini e le ricerche per rintracciare e dare un nome ed un volto a quelli che ancora restano ignoti rapinatori.

La stessa Giovanna Dialuce racconta l’esperienza vissuta, non senza sottolineare che in 21 anni di gestione del Bar Centrale il locale aveva subito un furto, ma mai una rapina Ero arrivata da pochi minuti al bar, saranno state le 3.20, stavo preparando le prime cose per le colazioni in cucina, quando sono arrivata sulla porta, che da al bancone e mi sono trovata davanti quest’uomo, con il casco in testa e la visiera abbassata. Non ha detto nulla, mi ha preso le mani e messe dietro la schiena, io ho provato a reagire, sferrandogli dei calci, lui mi ha trascinata davanti al forno della cucina e con una fascetta da elettricista mi ha legato un polso alla maniglia - la Dialuce intanto mostra il polso destro dove si notano ancora i segni rossi causati dalla costrizione della fascetta - ha preso quel che avevo nella borsa, ovvero denaro, oltre 4mila euro che mi servivano per pagare diverse scadenze al termine del mio servizio, alle 13. In cassa non avevo nulla». Il tutto è durato pochissimo. «Solo quando l'uomo che mi ha legata ha preso il denaro dalla borsa mi sono accorta del secondo rapinatore che ha detto qualcosa, come “fatto” o “andiamo” non ho capito bene, perché anche l’altro, più basso e tarchiato del primo, aveva il casco con la visiera abbassata. Penso fossero italiani, ma non sono sicura, l’unica parola detta è stata quella alla fine del colpo. Una volta preso il denaro sono usciti dalla porta principale, da dove erano venuti. La porta era aperta perché comincio a lavorare alle 3.30 circa, quando le ragazze del night qui dietro finiscono il lavoro e vengono a prendere un caffè o a fare colazione. Ero in cucina, legata al forno, sono usciti a piedi, forse avevano un’auto parcheggiata poco distante perché nel piazzale davanti al bar c’era solo la mia auto. Non mi hanno fatto del male, solo legata e poi liberata una ventina di minuti dopo, quando è arrivato il pasticcere e così siamo riusciti a chiamare i carabinieri e denunciare la cosa».

Maria Rosa Bellini

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