Il monito dell’arcivescovo: la libertà si può perdere
Sulla vicenda delle due cooperanti italiane rapite in Siria, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, è intervenuto l’arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri, con un articolo pubblicato sulla testata on line...
Sulla vicenda delle due cooperanti italiane rapite in Siria, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, è intervenuto l’arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri, con un articolo pubblicato sulla testata on line “La Bussola Quotidiana”. «Il confronto tra la fotografia delle due volontarie prima della partenza per la Siria e quella resa pubblica in questi giorni è devastante - scrive Negri - Sono due mondi assolutamente diversi. Da una parte c’è il mondo di chi era lieto della vita, aveva interessi, valori, capacità di sacrificio e di dedizione, emanava quel sano gusto dell’esistenza e dell’impresa, del tentare, del sacrificarsi». «Dall’altra è il mondo nero, senza colori - prosegue l’arcivescovo - Abiti che intristiscono e imprigionano la persona, occhi bassi, apparentemente nessuna reazione, personalità sfuggenti o forse già sfuggite al grande quotidiano interesse della vita. Cioè ridotte in schiavitù». Sulla nostra società, commenta l’arcivescovo, «incombe la possibilità della riduzione, della distruzione dei valori fondamentali su cui abbiamo giocato la nostra esistenza, personale e di popolo. Ci pensino bene - è la conclusione - soprattutto i giovani abituati, addirittura in modo scriteriato, a una libertà di vita, di costumi, di divertimenti, di abitazioni. In un certo contesto finirà presto tutta questa libertà di espressione e comincerà il rigore della prigione». Nei giorni scorsi, sulla stessa testata, un lungo intervento sulla crisi della cristianità e dell’identità della Chiesa.
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