L’acqua calda lancia strani segnali di fumo
Rottura del teleriscaldamento, sbuffo di vapore sotto le finestre del sindaco, quasi una “vendetta” dopo il ko della geotermia bis
La geotermia bis è stata un buco nell’acqua e l’acqua calda si è vendicata facendo un buco nella terra. E non in una terra qualsiasi. Il vapor acqueo si è aperto un pertugio sotto il Volto del Cavallo, sbuffando e condensando a metà strada tra il Palazzo Municipale e la Cattedrale. Non può essere un caso, sembra più un segno del destino e come tale va interpretato.
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Costretta da millenni a tremila metri di profondità, aveva sperato l’acqua calda di tornar a riveder le stelle distaccandosi delle scottanti piastre carbonatiche che le ustionano a ripetizione come nel più ribollente dei gironi infernali. Aspettava come una liberazione lo sferragliare della trivella, in cambio dell’emersione avrebbe ringraziato calorosamente tutta la Ferrara Est, ma a Pontegradella le sue speranze sono state calpestate sotto il tacco del comitato. La fiammella si era subito riaccesa a Malborghetto, ma pure qui il sogno è sfumato. Di più, incenerito.
Sottotraccia l’acqua calda dell’Est ha tramato carbonaticamente con la consorella di Casaglia, che in nome della solidarietà ha escogitato la rappresaglia sbucando nottetempo tra l’acciottolato di Martiri della Libertà, sotto le finestre del sindaco, quasi a dirgli “caro Tagliani, mica finisce qui”. Ben sapendo che - tra le retromarce di Hera e le variegate opposizioni - non sarà facile spuntarla, l’acqua calda cerca di entrare anche nelle grazie del vescovo spedendogli qualche tiepido sbuffo in cambio di un segno di croce che la tramuterebbe in acqua benedetta. Solo allora, forse, il progetto della geotermia bis avrebbe tutti i crismi per risorgere.(m.p.)
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