Redditività in calo Ma è colpa del clima più che della crisi
Gulinelli (Coldiretti): hanno inciso anche i costi di produzione Più cari carburanti, concimi e prodotti contro muffe e funghi
Non fa eccezione la provincia di Ferrara nelle stime di Coldiretti sul calo della redditività agricola nel 2014. In Emilia-Romagna la Produzione Lorda Vendibile secondo le prime proiezioni sui "conti" di fine anno, si attesta ad un risultato medio pari a meno 3,5%. Particolarmente negativi i risultati delle colture vegetali, in particolare della frutta estiva, a partire dalle fragole, per finire ai meloni e cocomeri, passando per pesche, nettarine, patate e cipolle. "Un risultato con il segno meno - commenta Sergio Gulinelli, presidente di Coldiretti Ferrara - dovuto in buona parte ad un clima che ha condizionato le attività agricole, sin dall'autunno 2013, e poi anche le colture e la propensione al consumo, condizionata da piogge e temperature al di sotto delle medie stagionali, sia in primavera che in estate, e che ha compresso i volumi di consumo, comprimendo la commercializzazione a livelli non remunerativi per le imprese agricole". Un crollo dei prezzi che si è amplificato anche per le conseguenze dell'embargo alla Russia, che rappresentava uno dei mercati più attivi per le nostre esportazioni e che ha risentito pesantemente, ancora una volta, di un sistema a valle della produzione che appare inadeguato a reggere il confronto con il sistema commerciale e che ha come conseguenza diretta la riduzione dei prezzi in campo, senza peraltro che i consumatori possano almeno in parte trovare prezzi più accessibili sui banchi della distribuzione, piccola o grande che sia. Anche secondo i dati Eurostat nel 2014 il calo dei redditi reali nel settore agricolo è stato sensibile, attorno all'11% pro capite per addetto, principalmente per effetto del maltempo. "Senza contare - aggiunge Gulinelli - l'aumento dei costi di produzione, dai carburanti ai concimi, e l'aumento dei costi specifici per la difesa delle colture dalle malattie indotte da piogge ed umidità che hanno favorito funghi e muffe". Riduzione anche nel settore zootecnico, sia per latte che per carne di bovini e suini. "E' dunque indispensabile - conclude Gulinelli - continuare a lavorare per una distribuzione più equa del valore dei prodotti all'interno della filiera, che per Coldiretti deve essere sempre più corta e vicina ai consumatori, valorizzando la distintività e la qualità del prodotto made in Italy, mettendo in campo strumenti per valorizzare servizi che le aziende agricole possono svolgere in settori nuovi come ad esempio quello dei servizi alla collettività, dall'agriturismo alla salvaguardia ambientale, dalle fattorie didattiche all'agricoltura sociale, ma anche nell'organizzare in modo diverso il rapporto tra la fase produttiva e quella commerciale, oggi nettamente squilibrata a svantaggio degli agricoltori. Un fatto, quest'ultimo, che deve farci riflettere e spronare nel fare molto di più rispetto ad oggi per tutto quello che riguarda la commercializzazione e la costruzione di un nuovo modello organizzativo per le nostre imprese nei confronti del mercato. E Coldiretti continuerà nell'impegno di mettere in campo nuove progettualità e volontà di innovazione".
Andrea Tebaldi
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