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«Tutti in malattia? Solo danni»

«Tutti in malattia? Solo danni»

Canella (Cisl) dopo il caso vigili di Roma: in assemblea ho bocciato proteste simili, serve solo dialogo

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Nei servizi pubblici ferraresi una “epidemia” come quella che ha colpito a Capodanno i Vigili urbani di Roma non si è mai verificata. Si ricorda semmai la pioggia di certificati di malattia che dimezzò i macchinisti della Fer, nel 2007, nel pieno di un braccio di ferro sindacale. Nemmeno nei momenti più caldi delle dure vertenze con i Vigili urbani, affrontate dalle amministrazioni Tagliani, si sono invece verificate diserzioni di massa. «Più di una volta mi sono trovata in un’assemblea di dipendenti pubblici con persone che dicevano “allora ci diamo tutti malati” ma ho sempre bocciato un simile approccio: l’effetto è quello di danneggiare tutti - fa presente Claudia Canella, sindacalista storica della Funzione pubblica Cisl - Anche per questo sono incavolata nera per quanto è successo a Roma. Fenomeni come quello finiscono solo per autorizzare le amministrazioni pubbliche a non fare le cose che devono fare, e il governo ad allargare il Jobs Act anche ai dipendenti pubblici. E dire che nel nostro codice disciplinare il licenziamento è previsto da un bel po’, mentre le novità previste consentiranno semmai di licenziare chi non è gradito, favorendo i “signorsì” che purtroppo ci sono anche nelle pubbliche amministrazioni». Del resto la legge Brunetta sui primi giorni di malattia non pagati è stata parecchio edulcorata, anche se è tuttora vigente.

Sono giornate amare per i dipendenti pubblici e i loro rappresentanti sindacali, critiche generiche e commenti al vetriolo piovono un po’ da tutte le parti, anche a centinaia di chilometri da Roma. «Come reagisco a chi dice che bisogna cambiare tutto nella pubblica amministrazione? Mah, di leggi e codici ce ne sono anche troppi, l’unica medicina contro questi comportamenti resta la prevenzione - è la convinzione di Canella - Il dialogo costante e la comunità d’intenti con i lavoratori possono fare tanto, e per il resto mi rifaccio al presidente Napolitano, che ha lanciato un appello alla responsabilità di ognuno». I Vigili urbani ferraresi, in attesa di conoscere il loro nuovo comandante, del resto sono in un momento di calma sindacale, in quanto l’assegnazione di fondi a progetto si sta rivelando efficacie.

Molti se la prendono con i medici che firmano i certificati di malattia degli assenteisti, ma per Bruno Di Lascio, presidente provinciale dell’Ordine, è un falso problema: «Pure a me è capitato di nutrire dubbi sulle dichiarazioni di pazienti ai quali ho firmato il certificato, ma se uno si presenta in studio con emicrania o mal di schiena, come faccio ad accertare che sta mentendo? Servirebbero accertamenti costosi e lunghi, mentre per il datore di lavoro serve un certificato subito. E in ogni caso non tutti i disturbi sono verificabili con esami». Di Lascio ne approfitta per rilanciare «una semplice proposta: i primi tre giorni di malattia dovrebbero essere autocertificati, poi si passa al controllo medico. Lo dissi anni fa, nessuno raccolse ma intanto si continuano a fare pasticci in questo campo».

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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