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Un grazie speciale agli angeli del mare

Un grazie speciale agli angeli del mare

Scontro tra mercantili, quattro comacchiesi tra gli operatori che sono stati premiati per essere intervenuti nei soccorsi

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COMACCHIO. Tra gli angeli del mare che ieri mattina nella gremitissima Sala del consiglio comunale di Ravenna hanno ricevuto gli elogi del sindaco Fabrizio Matteucci, dell’Autorità portuale Galliano di Marco e di numerose altre istituzioni, c’erano anche Emanuele Luciani, comandante del rimorchiatore Eduardo Junior, Stefano Forgia, comandante del rimorchiatore Espada, Giampaolo Guidi, comandante di una pilotina e Simone Ghirardelli, che effettua il servizio di trasbordo dei piloti sulle navi. I quattro uomini di Porto Garibaldi sono stati convocati in municipio a Ravenna insieme agli altri soccorritori che «in una situazione di straordinaria emergenza per condizioni meteo-marine proibitive - ha sottolineato il sindaco Fabrizio Matteucci - hanno operato con professionalità e reciproca collaborazione, anche a rischio della propria vita». Il pensiero di questi lupi di mare va immediatamente ai dispersi, che «secondo me potrebbero trovarsi ancora dentro il mercantile affondato – ha commentato Emanuele Luciani 39 anni, da cinque comandante di rimorchiatore a Marina di Ravenna -, perché dal giorno dopo abbiamo pattugliato il mare fino a Cesenatico, ma non sono più stati trovati». Luciani ricorda quei momenti drammatici di domenica scorsa, quando verso le 8.30 è scattato l’allarme e tutti i mezzi dei servizi tecnico-portuali (rimorchiatori, ormeggiatori e pilotine) si sono subito attivati nelle ricerche degli 11 naufraghi del mercantile turco entrato in collisione con quello battente bandiera del Belize. «Abbiamo quasi subito intercettato i naufraghi - ha aggiunto Luciani - ma i nostri mezzi erano troppo grossi e quindi abbiamo riparato da onde e vento le pilotine che li hanno tirati su. È vero quello che ha detto il sindaco, perché tutti abbiamo rischiato, ma ci siamo abituati. È l’istinto - ha concluso – che ci porta sempre ad andare». Anche Stefano Forgia, 47enne comandante del rimorchiatore Espada, nato e cresciuto a Porto Garibaldi, ma residente a Lagosanto da qualche anno, ha tenuto a sottolineare che «tutti hanno fatto la loro parte. Il nostro è un grande lavoro di squadra. Non si cerca la gloria, ma si fa quello che si deve fare». Anche per Forgia la cerimonia in municipio a Ravenna, seppur importante ed apprezzata, ha lasciato tutti con l’amaro in bocca, perché «in certe situazioni c’è ben poco posto per le emozioni. Se si fosse potuto fare di più, lo avremmo fatto». Rimbalzano nella mente quei momenti concitati, quando «abbiamo trovato 3 naufraghi su una zatterina gonfiabile e siamo riusciti a recuperarli con l’aiuto dei piloti delle pilotine, tra questi Giampaolo Guidi, ma uno di loro purtroppo è morto subito dopo per ipotermia». Matteucci, dopo averli citati per nome ad uno ad uno, compresi i soccorritori del 118, i vigili del fuoco, non ha smesso di ringraziare questi angeli del mare, che non vogliono essere chiamati eroi. Presto sarà il consiglio comunale comacchiese, con in testa il sindaco Marco Fabbri, a rendere un doveroso tributo ad Emanuele, Stefano, Giampaolo e a Simone.

Katia Romagnoli

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