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«Con Bologna, ma serve condivisione»

«Con Bologna, ma serve condivisione»

Lodi (sindaco di Cento):«Nessuna fretta però, c’è in gioco il nostro futuro. Deludente la proposta del leghista Fabbri»

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Piero Lodi, sindaco di Cento, non ha tentennamenti sulle alleanze post-Province, «Per Cento l’area vasta Ferrara-Bologna sarebbe il coronamento di una lunga aspettativa. La nostra città ha ormai superato il dibattito sul siamo più bolognesi o più ferraresi, sullo stare di qua o di là. Ma, insieme a Ferrara, crediamo che Bologna sia un’opportunità».

Per voi è fin troppo facile scegliere.

Lo so e infatti sarebbe sbagliato scegliere in base al criterio di cosa è meglio per Cento. Il criterio che deve guidarci è cosa è meglio per l’insieme della nostra Provincia.

Comacchio sente il richiamo turistico ed è attratto dalla sirena di Ravenna. Come la mettiamo?

Credo che approcciare il tema dell’area vasta dal punto di vista prettamente turistico sia sbagliato. Se fossimo in un’area unica potremmo diventare quel mare che Bologna non ha. Dobbiamo integrare e sviluppare infrastrutture, trovare supporti allo sviluppo industriale e alla crescita e su questi aspetti Bologna ha dei numeri.

Il sindaco di Comacchio Marco Fabbri, pur mantenendo e difendendo l’opzione Ravenna, non dice che Comacchio se ne va per i fatti suoi, ma sembra cercare il coinvolgimento, la strada per un percorso condiviso.

Ho apprezzato molto il tono della sua riflessione. Da due angoli visuali diversi raccogliamo la stessa sfida, che non è quella della solitudine, della scelta separatista. Bisogna guardare avanti e cercare di farlo insieme. Quando ero piccolo mi dicevano che dovevo confrontarmi i migliori, perchè solo così avrei imparato qualcosa di più...

Avanti con Bologna allora?

Non dobbiamo decidere ora. Certo considero fuorviante l’argomento che essendo Bologna più forte di noi dobbiamo esserne intimoriti o spaventati. È un atteggiamento sbagliato perché Ferrara ha tanti punti di eccellenza e può stare con dignità in qualsiasi area vasta.

Che ne pensa delle alleanze a geometria o geografia variabile?

Le capisco, ma forse è solo un modo di non scegliere. Detto questo non è che Ferrara possa decidere senza tenere conto di quel che accade nel resto della Regione.

Facciamo scegliere gli altri?

Assolutamente no. Ma se tutti si accoppiano non è che noi possiamo metterci a fare il gioco delle coppie, sto con te al 25%, al 75% con quell’altra...

Il leghista Alan Fabbri la pensa diversamente, dice che non ne vuol sapere di aree vaste.

Vuole conservare tutto come è adesso, non mi sembra un gran passo avanti. Dopo tutto il dibattito sulla semplificazione, la riduzione dei costi, la necessità di una maggiore efficienza affermare che non c’è niente da cambiare significa non interpretare la domanda dei cittadini. Il punto è questo: già oggi noi non siamo i primi in Emilia Romagna, se gli altri fanno alleanze e si rafforzano come facciamo noi a crescere restando fermi?

La scelta è urgente?

La scelta è necessaria ma non va fatta in fretta. Non dobbiamo decidere in pochi giorni questioni così importanti che riguardano il nostro futuro, la ricerca di un nuovo sviluppo economico. Questo è roba seria su cui occorre ragionare non seguendo logiche ristrette, ma tenendo conto dell’interesse del territorio provinciale.

Marcello Pradarelli

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