«Far rivivere il Grattacielo con studenti e badanti»
Il docente Gian Andrea Pagnoni: già cinque appartamenti hanno nuovi affittuari Il comico Gianni Fantoni: riqualificare si può ma prima bisogna bonificare la zona
«Abbatterlo? E perché? Possiamo costruirne uno ancora più alto, cercare di raggiungere la torre di Dubai», scherza il comico Gianni Fantoni, in questi giorni in città prima di riprendere - con lo spettacolo del 22 gennaio prossimo, a Copparo - il tour di “Risate sotto le bombe”. Ma si tratta solo di una battuta, aggiunge subito. In realtà sull’idea di prendere casa nel Grattacielo di Ferrara Fantoni si era soffermato per un po’ prima di iniziare a guardare altrove. E a dirla tutta, aggiunge, forse è possibile anche evitare l’esito proposto dal presidente dell’Ordine provinciale degli architetti, Diego Farina, cioè buttare giù l’edificio più alto della città e destinare la superficie libera ad area verde, iscrivendo l’intervento in un piano complessivo di recupero di quel comparto urbano. «È chiaro che qualsiasi progetto di riqualificazione di quel pezzo di città deve passare per un’azione di ‘bonifica’ che è certamente meno invasiva di una demolizione e potrebbe risolversi anche con un esito positivo», commenta Fantoni. Che non è l’unico a pensare che il Grattacielo, da tempo nel mirino di una parte dei ferraresi, possa tornare a nuova vita. Lo pensa anche il docente ferrarese Gian Andrea Pagnoni, che proprio dalle pagine della Nuova, sei mesi fa, lanciò l’idea di acquistare gli appartamenti delle due torri in vendita a prezzi stracciati (con aste deserte) per risanarli e metterli a disposizione di fasce di residenti in regola e in grado di pagare l’affitto, risolvendo così uno dei problemi più importanti del condominio: la morosità. «Da anni il futuro del Grattacielo infiamma ogni discussione che ha per oggetto la riqualificazione del quartiere - ricorda il docente, proprietario di un appartamento nel complesso edilizio più grande e popolato del capoluogo - In realtà esistono dei vincoli legati alla proprietà, perché quegli appartamenti appartengono per la maggior parte a privati. Dovrebbero essere espropriati oppure acquistati da altri soggetti per essere poi demoliti e trasformati in qualcos’altro. Resta più che altro una provocazione». Pagnoni ha messo personalmente in pratica il suo consiglio: ha infatti acquistato un appartamento di 90 metri quadri a 16.500 euro in una delle torri e l’ha affittata a studenti.
«Non me ne sono affatto pentito - racconta - Dopo qualche mese sono cinque gli appartamenti (degli altri quattro sono proprietari altri investitori) con affittuari che stanno cambiando la composizione sociale del condominio, come gli studenti. In collaborazione col Comune, con l’amministratrice e col centro di mediazione si sta cercando di portare nel Grattacielo anche altre persone che rispettano le regole, come le badanti. Oggi una buona parte dei residenti paga le bollette e ha il riscaldamento allacciato in casa. Bisognerà lavorarci, e seriamente, ma c’è la possibilità di far rivivere il Grattacielo e anche il quartiere che gli sta intorno». (gi.ca.)
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