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Influenza, mille a letto con febbre e tosse

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Assalto ad ambulatori e farmacie. La guardia medica di Ferrara: in un giorno fino a 250 telefonate e un centinaio di visite. Il dubbio del medico: quest'anno meno vaccinati e più malati?
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Se il dato medio nazionale di incidenza raccolto dal servizio Influnet venisse applicato senza correzioni alla provincia di Ferrara rivelerebbe che circa 900 persone sono rimaste a letto con l’influenza nella settimana a cavallo di Natale. L’Emilia Romagna nelle ultime tre settimane di dicembre compare tra le regioni che hanno fatto registrare il maggiore incremento di casi segnalati da medici e pediatri sentinella, anche se il “picco” non è stato ancora raggiunto.

Il brusco abbassamento delle temperature avvenuto a fine dicembre ha favorito la circolazione del virus che, come risulta chiaro dal grafico pubblicato dal Servizio Influnet, ha colpito in particolare le fasce più giovani della popolazione, in particolare i bimbi fino a 4 anni e i ragazzi fino a 14. L’impennata di contagi, oltre ad aver costretto tra le mura di casa piccini e adulti, ha surriscaldato in questi giorni i servizi di guardia medica delle Asl che hanno dovuto fronteggiare un vertiginoso aumento delle chiamate. «L’ambulatorio è pieno e stiamo avendo qualche difficoltà a rispondere rapidamente a tutte le richieste di intervento», confermava ieri mattina Francesca Rinaldi, uno dei cinque medici in servizio nel presidio di continuità assistenziale di via Gandini, a Ferrara.

Il riflesso negativo si è avuto soprattutto sui tempi delle visite a domicilio, che hanno subito ritardi proprio per la crescita improvvisa della domanda di assistenza. Solo nella giornata di sabato «abbiamo svolto 35 visite domiciliari e una settantina in ambulatorio: erano quasi tutti casi di influenza - precisa la dottoressa Rinaldi - Oggi (ieri, ndr) il copione è lo stesso e il telefono suona continuamente, fino a 250 volte al giorno». Il servizio è stato potenziato con l’aggiunta di un medico, «ma fatichiamo comunque a rispondere alle chiamate telefoniche, all’utenza che ci raggiunge in ambulatorio e alla richiesta di visite a domicilio». I sintomi dell’influenza si manifestano in particolare con la febbre («fino a 39°-39.5°») e la tosse. «Ma non abbiamo notato, almeno finora, una frequenza particolare di eventi più gravi, come le bronchiti. La prescrizione, in assenza di una sintomatologia legata ad infezioni di tipo batterico, non prevede la somministrazione di antibiotici. Bisogna comunque evitare i colpi di freddo e aspettare che la sindrome faccia il suo corso», aggiunge il medico. In pratica si tiene sotto controllo la febbre con antipiretici e si può assumere qualche palliativo per tosse e mal di gola. Ma c’è anche chi ha dovuto fare i conti con una sintomatologia che ha interessato stomaco e intestino con episodi di vomito reiterati, fino a 15 volte in poche ore, diarrea e febbre. Episodi regrediti nel giro di un paio di giorni. Francesca Rinaldi non tralascia un’osservazione: «È chiaro che al momento è solo un dubbio, perché l’epidemia si trova ancora in una fase iniziale. Ma sarebbe interessante capire se il calo dell’adesione alla vaccinazione antinfluenzale, provocata dagli allarmi delle scorse settimane (poi smentiti dalle autorità sanitarie nazionali ed europee, ndr), ha avuto un impatto sulla capacità di diffusione del virus». L’assalto non si è fermato sulle porte dei servizi di guardia medica. Alla Farmacia n. 1, in città, il flusso dei pazienti è stato ieri piuttosto intenso. Paracetamolo, qualche consiglio utile e vitamina C tra i “prodotti” più richiesti. L’influenza non ha risparmiato neanche la provincia, come confermavano ieri il medico in servizio a Comacchio e un collega di Migliarino. (gi.ca.)

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