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Beltrami (Enalcaccia)

«Non daremo partita vinta a questi vigliacchi»

«Non daremo partita vinta a questi vigliacchi»

COMACCHIO. «Se c’è qualcuno che non vuole farci andare a caccia, se c’è qualcosa che non quadra, abbia il coraggio di venirci a dire le cose in faccia, perché questo è un modo vigliacco di portare...

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COMACCHIO. «Se c’è qualcuno che non vuole farci andare a caccia, se c’è qualcosa che non quadra, abbia il coraggio di venirci a dire le cose in faccia, perché questo è un modo vigliacco di portare avanti le cose. Non daremo partita vinta a questi vigliacchi, a meno che qualcuno non abbia già deciso di farci smettere». È durissimo lo sfogo di Rino Beltrami, del direttivo Enalcaccia, dopo che la sua imbarcazione e quella di altri cacciatori dediti alla caccia nelle tine di valle è andata distrutta l’altra sera in un incendio. Erano circa le 22 di sabato, quando Beltrami, che era in casa a guardare la tv è stato allertato da Fabio, uno dei figli che condivide con lui la passione per la caccia e dì lì è partito il tam tam tra i tanti altri cacciatori, poi accorsi a verificare i danni. A Stazione Foce sono andate bruciate dalle fiamme 5 batane, che i cacciatori utilizzano per i loro spostamenti in valle, per raggiungere la tina per la caccia. A Stazione Umana invece, lungo l’argine Agosta, dove si trova l’ultimo casone prima del confine con il Comune di Argenta, i vandali hanno distrutto con massi il fondo di un paio di batane. «In passato si erano già verificati atti vandalici - prosegue Beltrami -, per rivalità che ci sono sempre state nel mondo della caccia e che dovrebbero superarsi con il buon senso, ma stavolta non abbiamo la più pallida idea, il minimo sospetto su nessuno, perché sono state danneggiate le barche di cacciatori di tutte le associazioni e anche di chi va poco a cacciare». Tra i cacciatori c’è il timore che la vicenda, dopo analoghi episodi in passato, possa indurre la chiusura anticipata della stagione venatoria rispetto alla data del 31 gennaio.

«Ringrazio i carabinieri e i vigili del fuoco intervenuti durante la notte – aggiunge Beltrami –, che per colpa di sciagurati che si coprono nell’anonimato hanno dovuto dedicarsi a questa vicenda assurda». Sull’accaduto interviene con una ferma condanna anche Massimo Medri, presidente dell’Ente di gestione per i parchi e le biodiversità –Delta del Po. «Le azioni violente e le intimidazioni – dichiara Medri – acuiscono le situazioni e non risolvono nulla. Come ricorda papa Francesco è fondamentale abbassare i toni e ricorrere sempre al dialogo, anche perché situazioni di questo genere non vanno a beneficio di nessuno, ma anzi vanno a detrimento dell’immagine della città, che non se lo merita».

Katia Romagnoli

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