«Sono per aree molto vaste, che arrivino fino al Veneto»
Se Cento propende fisicamente ed economicamente per Bologna e Comacchio occhieggia e costeggia con Ravenna, il piccolo Comune di Mesola va perfino oltre il confine regionale e immagina eterodossi...
Se Cento propende fisicamente ed economicamente per Bologna e Comacchio occhieggia e costeggia con Ravenna, il piccolo Comune di Mesola va perfino oltre il confine regionale e immagina eterodossi rapporti con il Veneto. Il sindaco Gianni Michele Padovani, pur restand saldamente ancorato a Ferrara e all’Emilia Romagna, predica «calma e tranquillità» prima di decidere una volta per tutte con chi sposarsi.
«Bisogna ragionare e farlo ai tavoli giusti, ponderare le scelte tenendo conto delle peculiarità dei territori. Noi, ad esempio, siamo molto interessati e impegnati per la costruzione di un Parco del Delta unico» che come tale non solo include un pezzo del Ravennate, ma ingloba anche una bella fetta di Veneto polesano e ha come stella come l’Unesco.
«Già che si parla di aree vaste, noi siamo anche per aree molto più vaste - dice Padovani giocando con le parole -, almeno per quanto ci riguarda noi non possiamo fare a meno di un rapporto con il Veneto, anche per questo vogliamo il collegamento Orte-Venezia, che è strategico per il nostro territorio e che rientra nei progetti di Bonaccini». Per Padovani l’area vasta non deve essera una camicia di forza. Mesola per la sua posizione è più attratta dall’idea delle alleanze variabili. Quindi ci può stare anche Bologna, ma a patti chiari: «Mesola, date anche le sue dimensioni, non ha intenzione di mettersi di traverso, e sono consapevole che con qualcuno bisognerà sposarsi», ma Padovani è per la coppia aperta: «Territori come Cento, Comacchio, Mesola hanno interessi diversi, bisognerà tenerne conto».
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