La Nuova Ferrara

Ferrara

Musica

Anche Ferrara piange la morte di Pino Daniele

di Davide Bonesi
Anche Ferrara piange la morte di Pino Daniele

Peretto e Poltronieri suonarono con lui: «Se ne va un altro pezzo di musica. Persona disponibile e un vero bluesman»

3 MINUTI DI LETTURA





C’è anche un po’ di Ferrara che piange per l’improvvisa morte di Pino Daniele. Quella Ferrara che lo vide quasi trent’anni fa alla Festa dell’Unità nazionale di Ferrara, quella più giovane che dodici anni dopo riempì piazza Ariostea, ma anche quella che pochi giorni fa ha festeggiato Capodanno guardando lo spettacolo di fine anno della Rai da Courmayeur, il cui avaro parco ospiti era stato nobilitato proprio dal bravissimo blueman napoletano.

C’è poi una Ferrara musicale che piange, dall’altro bluesman Roberto Formignani che su Facebook il live dell’83 del brano “A me me piace o ’blues” al musicista acquisito ferrarese Alfio Antico, che spesso ha condiviso il palco con Daniele.

Capitolo a parte meritano Stefano Peretto, noto batterista, ex Taglia 42 e session man per tanti noti artisti, e Andrea “Sax machine” Poltronieri, ora musicomico di successo. Il rapporto di entrambi con Pino Daniele nacque agli albori delle carriere di Peretto e Poltronieri, quando suonavano nella band ferrarese dei Libagions. Nella foto che pubblichiamo a latoci sono Stefano Pavani, Sergio Pareschi, Olimpio Forti, Andrea Poltronieri, Pino Daniele (con sigaretta), il suo fonico di allora Antonio Pallone, Christina Hansen Saffiotti, la cantante e appunto Peretto.

«Non so cosa avesse visto in noi giovani musicisti ferraresi in quell’88 lontano ma vicinissimo - scrive “Poltro su Facebook -; porteremo sempre nel cuore quei giorni nel suo studio riarrangiando brani che non sarebbero poi mai usciti... quei due concerti che aprimmo a Firenze davanti a 20.000 e a Reggio Emilia. Io ero tra i più felici anche perché lo seguivo da sempre, sia dal vivo che discograficamente. Non nego che da una decina d'anni non lo seguivo più assiduamente come prima, ma avevo appena comprato “Nero a Metà” rimasterizzato e avevo rivissuto quei bellissimi anni ’80 pieni di vita, di concerti di Pino con mamma, papà e sorella. Ricordo Pino a Ferrara presentando proprio questo disco, ricordo Bologna quando si presentò con una band pazzesca. Se ne va veramente un altro mio pezzo di musica e di vita,come Lucio (dalla, ndr). Se posso consigliare due cd selezionerei “Bella m'briana” con guest Shorter e la sua band di musicisti napoletani clamorosi e il già citato “Nero a Metà”.Notte Pino, grazie per averci regalato tante perle».

«Eravamo i Libagions, una band ferrarese - aggiunge Peretto - , partecipammo a un concorso e il produttore di Pino ci contattò perché aveva sentito il nostro brano. Fummo prodotti da loro, firmammo un contratto a marzo ’88 e andammo a Formia, dove lui aveva il suo studio di registrazione e aveva ultimato l’album “Schizzechea with love”. Noi registrammo alcuni brani nostri sotto la sua direzione. Durante il mese di registrazione, in una pausa, sapendo che ero appassionato del batterista Steve Gadd, che aveva appena registrato con lui, mi prese da parte e mi fece sentire in anteprima le tracce del disco con la batteria registrata da Gadd: cosa che a me è rimasta molto impressa. Ero giovanissimo, trovarmi solo con lui in quello studio fu un’esperienza unica. Fu in assoluto una situazione incredibile: poter lavorare con lui era importantissimo, poi ci fece lavorare con il suo staff, negli arrangiamenti ci seguì il sassofonista Chris White e il bassista Jeremy Meek. Lo rivedemmo un’altra volta per salutarlo ad un suo concerto. Era una persona molto disponibile, quel regalo che mi fece con Gadd lo ricorderò sempre, perché non aveva alcun obbligo o necessità di farlo. Pino poi era un musicista a tutto tondo, un vero bluesman. Venerdì 16 a Novara suonerò in una tournée benefica con Ron: lo sto contattando per proporre anche alcuni brani di Pino».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google