I vigili urbani si ‘ritirano’ dalla notte
I nuovi turni cancellano i servizi dopo l’una, ma salvano la sorveglianza scolastica. Senza nuovi progetti busta paga magra
Niente più Vigili urbani in giro per la città, dall’1 di notte in poi. È questo il riflesso più diretto sui cittadini della sforbiciata ai progetti extra operata dal comandante Laura Trentini a partire da Capodanno, che però salva uno dei servizi più richiesti in assoluto: la presenza di fronte alle scuole per gli attraversamenti sicuri da parte di scolari e genitori. «Posso garantire che domani, al ritorno dalle vacanze di Natale, i genitori troveranno i nostri colleghi al lavoro come sempre, anche se è stato necessario effettuare aggiustamenti sui servizi» è la promessa del comandante. Il timore era serpeggiato dopo la circolare del 31 dicembre, in risposta ad una mail sindacale, che appunto cancellava i turni organizzati sulla base dei progetti extra 2013-14, non rinnovati dopo la loro scadenza del 31 dicembre. Tra questi progetti erano stati inseriti, a suo tempo, anche i servizi in favore delle utenze deboli, come appunto gli scolari, ma Trentini ha già provveduto a dirottarli nella programmazione ordinaria, anche per evitare la ribellione di genitori e dirigenti scolastici.
Salta, come detto, il supporto ai servizi notturni di ordine pubblico, studiato anni fa per contrastare i problemi dei mercoledì alcolici in piazza, culminati con un’aggressione proprio a un Vigile urbano. Restano, ma per poche settimane, la terza pattuglia serale e i supporti ai controlli nella zona Gad, in quanto inseriti in turnazioni decise in sede prefettizia. Anche questo protocollo risulta infatti in scadenza a fine gennaio.
Il comandante ha già predisposto una serie di progetti da sottoporre entro la prima decade di gennaio all’amministrazione comunale, e poi al confronto sindacale, «speriamo di trovare presto l’accordo» è l’auspicio. La fretta è spiegabile, oltre che con l’esigenza di ripristinare i servizi soppressi o in scadenza, anche dal desiderio di preservare la pace sindacale. I progetti sono infatti una fonte di reddito per i vigili urbani che vi partecipano, e sostituiscono di fatto l’indennità di disagio riconosciuta fino a qualche anno fa a tutti gli addetti del corpo, circa 300 euro al mese. La soppressione dell’indennità, considerata dagli ispettori ministeriali non dovuta in quanto ricompresa in altre voci contrattuali, scatenò una durissima vertenza culminata con lo sciopero, poi revocato, del 2012. Alla fine nessun sindacato firmò la soluzione-progetti al posto dell’indennità, in maniera tale da avere le mani libere per ricorrere in sede giudiziaria. Il tribunale di Ferrara ha dato torto ai vigili già nel 2013, e la sentenza d’appello, che doveva chiudere definitivamente la vicenda, è slittata da metà gennaio al 23 aprile.
Anche per questo motivo Trentini si è trovato in difficoltà, senza punti d’appoggio giuridici, tra l’altro con il suo incarico di comandante ormai in scadenza. Una miscela potenzialmente esplosiva, anche perché l’arma dell’ordinanza unilaterale di giunta sembra spuntata.
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