La Nuova Ferrara

Ferrara

argenta

Il turismo naturalistico è l’asso nella manica

Il turismo naturalistico è l’asso nella manica

Costruzione di altri capanni nell’oasi, una struttura gestita dagli scout, area sosta camper e progetto con Slow Food

3 MINUTI DI LETTURA





Il turismo è uno dei settori sui quali l’amministrazione comunale punta molto e lo dimostrano gli investimenti compiuti e quelli previsti soprattutto per attrarre gli amanti del turismo ambientale e naturalistico ma non solo. «Stiamo concentrando le risorse - spiega Andrea Baldini, vice sindaco con delega al Turismo - il sito comprende il museo della Bonifica, luogo di archeologia industriale e l’oasi. Grazie alla collaborazione con il Consorzio della Bonifica Renana abbiamo rinnovata la convenzione attualmente in essere con il Consorzio stesso e con il Parco del Delta del Po per la tutela e la valorizzazione dell’area umida». Ma le novità non finiscono qui. «È stata avviata una collaborazione con un’associazione di fotografi naturalisti, la Squa, per un sito di fotografia naturalistica in quanto nelle nostre zone si possono trovare uccelli unici mentre come Comune, tramite la società Terrae, verranno costruiti altri capanni finanziati attraverso un bando pubblico di Delta 2000 pari a 116 mila euro. I capanni aumenteranno da tre a cinque, inoltre completeremo la fruibilità ciclabile, attrezzeremo un’area sosta attrezzata per i camper all’ingresso di Vallesanta mentre dall’ottobre dello scorso anno abbiamo instaurato una collaborazione con l’Università di Ferrara (proseguirà per tutto il 2015) finalizzata allo studio della fauna per il ripopolamento del luccio italico. Sarà abbattuta la popolazione non autoctona quali il siluro e le carpe erbivore ed è già iniziata una collaborazione con Slow Food regionale per creare un presidio del luccio italico, un pesce scomparso da tempo dai nostri canali». Novità anche per quano riguarda Vallesanta gestita dall’associazione di pescatori Asd Vallesanta. All’interno dell’oasi si trova Ca’ Romanetta, «una struttura che attualmente è scarsamente utilizzata in quanto viene utilizzata pochi giorni l’anno da parte dei ricercatori dell’Ispra per fare l’inanellamento degli uccelli - spiega il vice sindaco Baldini - questa struttura, a partire dai prossimi mesi, verrà utilizzata quale residenza scout e gestita dal gruppo scout di Argenta. Nel nostro territorio vi sono circa 50 km di ciclabili e si può arrivare in bici direttamente al mare in gran parte percorrendo la sommità arginale del Reno. C’è solo un tratto di un km dalle parti di Anita che deve essere sistemato, è già stato finanziato ed entro l’anno sarà sistemato. Nel nostro territorio anche il turismo derivante dalla pesca sportiva è importante - conclude Baldini - anche se negli ultimi tempi ha avuto un contraccolpo a causa del bracconaggio in particolare nel Canale Circondariale con veri e propri predoni che catturano il pesce in maniera illecita. Pescatori e turisti naturalisti oltre all’oasi prediligono Anita, non a caso qui è sorto l’ostello Ca’ Anita con annesso ristorante, strutture che funzionano egregiamente come dimostrano le circa tremila presenze che si sono registrate lo scorso anno mentre funzionano egregiamente anche i vari agriturismi». Meno brillante la situazione dell’ostello di Campotto che si trova sulla via Cardinala gestito alla cooperativa Pegaso. Si spera che quest’anno ci sia un rilancio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google