Pinacoteca al gelo, soluzione in vista
Il ministro Franceschini: «Intervento di somma urgenza, entro domani la risposta». Progetto del Comune da integrare
A chi gli fa notare scherzosamente che, con Giancarlo Galan al suo posto, mai i musei ferraresi rimasero al gelo come la Pinacoteca in questi giorni, Dario Franceschini risponde così: «Ce ne stiamo occupando, cercheremo d’intervenire con lavori di somma urgenza: entro il 7 gennaio avremo una risposta». Il ministro dei Beni culturali ha potuto verificare di persona la situazione denunciata qualche giorno fa dalla Nuova, tanto che all’inaugurazione della mostra del Bastianino aveva prudentemente tenuto il cappotto addosso, al pari di quasi tutti i presenti. Del resto con temperature spesso attorno ai 10º, e a volte anche sotto, il principale contenitore statale di opere pittoriche del territorio non è propriamente il miglior testimonial della campagna “invito al museo” lanciata da Franceschini. Ecco il senso della risposta alla telefonata del giornale, secca come gli amati tweet, che però è stata corroborata da una chiamata da parte del suo ministero alla direttrice della Pinacoteca, ieri mattina, per fare il punto della situazione. «Stiamo lavorando per trovare una soluzione in tempi brevi» è il commento speranzoso di Anna Stanzani, dopo il contatto romano.
In realtà la complicazione maggiore potrebbe essere rappresentata... dal progetto di sistemazione dell’impianto di riscaldamento e condizionamento della Pinacoteca, messo a punto dall’amministrazione comunale, alla quale spetta la cura dell’immobile, lo stesso che ospita le mostre di Ferrara Arte. «Il progetto è ormai pronto, entro gennaio si potrà definire anche il finanziamento che comunque è riferito al bilancio 2015 - spiega il dirigente Fulvio Rossi - È chiaro che attraverso questa procedure i lavori non potranno partire immediatamente». Serviranno mesi, insomma, quanto basta per far congelare dipendenti e visitatori e magari riproporre subito dopo il problema inverso, ovvero le temperature elevate che si raggiungono d’estate nelle gallerie ai piani superiori di Palazzo dei Diamanti, in assenza di un impianto di condizionamento. I lavori previsti servivano appunto a garantire anche il raffrescamento estivo, oltre a superare i problemi di “affaticamento” dell’impianto di riscaldamento che, in questi giorni di freddo intenso, stanno mettendo alle corde la Pinacoteca.
L’intervento di somma urgenza di cui parla Franceschini dev’essere tecnicamente e amministrativamente compatibile con il progetto in approvazione, e le verifiche ministeriali di queste ore servono appunto a capire “come” muoversi. “Chi” dovrà realizzare l’intervento, se cioè lo stesso ministero oppure il Comune, è il secondo nodo da affrontare. Poi bisogna ovviamente trovare i finanziamenti, ma in questo caso l’esigenza d’intervenire subito non si discute, e quindi i soldi salteranno fuori da qualche capitolo di spesa straordinario.
Una cosa è evidente: i tamponi messi qua e là, con i pochi soldi a disposizione della Pinacoteca, per effettuare un minimo di manutenzione all’impianto, non sono più sufficienti. Vengono segnalate perdite di acqua, tubi obsoleti e macchine che ormai non vanno più in pressione, tanto che la temperatura da un pezzo non riesce a raggiungere livelli accettabili. Molte sale hanno cubature notevoli, non semplici da riscaldare in maniera adeguata.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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