Discariche, una lotta senza quartiere
Claudio Castagnoli, comandante della polizia provinciale: «Ogni anno più di 400 segnalazioni relative ad abusi ambientali»
OSTELLATO. Chi inquina ruba il futuro alle prossime generazioni. E le segnalazioni relative a presunti abusi ambientali che ogni anno arrivano sui tavoli delle forze dell’ordine sono oltre 400. C’è poco da stare allegri. Una sensazione che si ha, netta, parlando con Claudio Castagnoli, comandante della polizia provinciale, raggiunto dalla Nuova per parlare (ancora una volta) di discariche abusive. Il tema è noto almeno quanto l’inciviltà di coloro che deturpano un ambiente già peraltro messo a dura prova da tutti gli altri fattori inquinanti (fabbriche, scarichi industriali di varia natura, fognature con condotte rotte e che vanno a versare in fiumi o canali, ma l’elenco potrebbe essere lunghissimo). Il pretesto per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte del nostro ambiente e sulla sua salubrità, è fornito dall’ennesima prova di questa inciviltà, questa volta espressa a Formignana dove decine di sacchetti contenenti potenziali inquinanti sono stati ritrovati in un fossato. Sia chiaro, è soltanto l’ultimo di un triste elenco. «Tra i diversi ambiti in cui abbiamo competenze - spiega Castagnoli - c’è anche quello della tutela ambientale, al pari, s’intenda, delle altre forze dell’ordine che intervengono a seconda delle situazioni. Occorre tuttavia - precisa il comandante della Polizia provinciale - fare una prima distinzione: una cosa sono le discariche abusive, altra cosa è rappresentata dall’abbandono di rifiuti. Nel primo caso, solitamente, il nostro intervento richiede un impegno ancora maggiore, e soprattutto costi maggiori per tutti noi, per tutti i contribuenti, in quanto lo spazio naturale da bonificare è maggiore. Chi inquina - dice Castagnoli - non soltanto rischia di rovinare irreparabilmente il territorio in cui viviamo, ma arreca anche un notevolissimo danno economico a ciascun cittadino, a quel 95% ed oltre rappresentato da persone civili e perbene che rispettano l’ambiente. Pensare che anche un banale materasso da recuperare rappresenta un costo per la collettività». Un dato, emblematico ed impressionante insieme, accompagna magistralmente le parole del comandante della ‘Provinciale’: Area (la società che si occupa dei servizi di igiene ambientale in 16 Comuni della provincia) spende 100mila euro all’anno per ‘rimediare’ agli abusi ambientali, per rimuovere i potenziali inquinanti, insomma per ripristinare le aree colpite ed effettuarne la bonifica. Quei soldi di cui parlava Castagnoli. «Peraltro - aggiunge ancora il comandante - tutte le multi-servizi, quindi la stessa Area, così come Soelia, Cmv ed Hera, mettono a disposizione il servizio di recupero a domicilio dei rifiuti ingombranti, facciamo l’esempio di una lavatrice». Tutto ciò in una provincia, come quella ferrarese, votata al turismo.
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