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polemica su alcuni ambulatori del blocco 2e2

Continua l’utilizzo improprio di locali a Cona

Continua l’utilizzo improprio di locali a Cona

Anselmi (Fi): nulla è cambiato dalla mia interpellanza di settembre sul rispetto delle norme

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È possibile che al Sant'Anna di Cona siano utilizzati come ambulatori dei locali che erano classificati come magazzini e che per sovrappiù sono senza finestre e dunque in palese violazione delle norme del Regolamento di igiene pubblica? A farsi queste domande era Vittorio Anselmi, il capogruppo di Forza Italia, che qualche quattro mesi fa aveva presentato un’interpellanza (la Nuova del 12 settembre) in consiglio comunale. Il 29 ottobre Anselmi ha ottenuto risposta dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Gabriele Rinaldi per il tramite dell’assessore Chiara Sapigni cui era stata indirizzata per competenza.

La risposta della direzione generale di Cona confermava nella sostanza i rilievi mossi da Anselmi: «I locali 2,21.28, 2.21.13, 2.22.22, siti nel blocco 2E2, dotati di illuminazione artificiale, di lavandino, climatizzazione, gas medicali e ricambi d’aria, sono stati effettivamente utilizzati come box ecografici per attività estemporanea rivolta a pazienti ricoverati. Tale utilizzo è risultato praticato in maniera transitoria nell’ambito dei trasferimenti delle attività ambulatoriali e delle conseguenti riorganizzazioni». Si davano quindi rassicurazioni per il futuro: «È comunque già previsto e definito nel disegno riorganizzativo finale, che tale attività svolta con modalità del tutto saltuarie, trovi una diversa collocazione presso altri spazi ambulatoriali dedicati».

A metà dicembre Anselmi ha datto un sopralluogo per vedere se la situazione era cambiata: «Mi sono recato a Cona e sono andato a verificare: gli ambulatori sono ancora attivi, e i pazienti in attesa di visita erano regolarmente ospitati nei corridoi attigui. Mi sono anche informato sulle eventuali procedure di trasferimento: a quanto pare la Direzione ha effettivamente informato i medici che utilizzano tali ambulatori della situazione (dopo il mio intervento ovviamente), dicendo loro che avrebbero ricevuto successivamente istruzioni sulle modalità di trasferimento da parte della Direzione Generale».

«Salvo miracoli dell’anno nuovo - precisa Anselmi - gli ambulatori continuano a funzionare senza avere i requisiti di abitabilità necessari, e che la stessa Usl dovrebbe provvedere a far chiudere come accade per qualsiasi attività medico sanitaria privata».

È probabile che alla riorganizzazione e destinazione degli spazi si provveda, visto che il problema è stato sollevato ed è stato riconosciuto. Del resto la soluzioni a disposizione non dovrebbero mancare, visto che - come segnala Anselmi - «a Cona vi sono anche interi reparti totalmente finiti, arredati e chiusi. Inutilizzati!».

E questo è «incomprensibile» per Anselmi che trova «assolutamente indecente lo spreco di spazio e di risorse che si sta attuando nel nuovo ospedale».

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