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La mostra dei ferraresi bussa in Castello

La mostra dei ferraresi bussa in Castello

Ieri lo sgombero delle strutture al piano nobile per far spazio alle tele, in contemporanea rilievi antisismici per il terzo lotto

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Dopo la fase di rifinitura dei pavimenti, ieri mattina sono iniziati in Castello i lavori strutturali per ospitare dal prossimo 30 gennaio la grande mostra con i quadri di Boldini e De Pisis. Il personale ha iniziato a spostare gli specchi utilizzati nel percorso museale di Gae Aulenti per far posto dalla prossima settimana alle tele dei grandi pittori ferraresi. Le sale sono quelle del piano nobile del Castello dove verranno inseriti i capolavori di Boldini, mentre nelle sale dei Camerini di Alabastro, sopra la via Coperta, ci saranno in bella mostra i quadri di De Pisis.

Non una mostra ma un allestimento semi temporaneo, che intende riconsegnare al pubblico parte del patrimonio delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea rimasto celato in seguito al terremoto del 2012 e, al tempo stesso, restituire attraverso due percorsi monografici un intenso ritratto delle personalità artistiche dei maestri ferraresi.

Il percorso espositivo si aprirà con dipinti e opere su carta di Giovanni Boldini, una delle figure di spicco del rinnovamento della pittura italiana e internazionale, prima nella Firenze macchiaiola e poi nella Parigi degli impressionisti. Alcuni capolavori daranno risalto al suo ruolo di indiscusso protagonista della Belle Époque: icone della sua ritrattistica come il Ritratto del piccolo Subercaseaux, Fuoco d’artificio, la Passeggiata al Bois de Boulogne o La signora in rosa, ma anche interni d’atelier, nature morte e vedute.

Il genio di Filippo de Pisis sarà invece protagonista della seconda parte della mostra. La parabola creativa dell’artista sarà raccontata grazie alle opere che sono entrate a far parte della raccolta ferrarese soprattutto grazie all’attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta. Dalle nature morte marine che segnano l’assimilazione della pittura metafisica e la nascita di un linguaggio più personale agli esiti della sua “stenografia pittorica” di cui sono un formidabile esempio le vedute parigine; dalle penetranti effigi maschili come il Ritratto di Allegro fino ai lirici, commoventi capolavori della maturità quali La rosa nella bottiglia e Natura morta con calamaio.

Ieri intanto, in contemporanea alle fasi di allestimento della mostra sono state eseguiti, in particolare nelle sale dei Camerini di Alabastro dei rilievi tecnici con il laser da parte dello studio tecnico dell’ingegner Giuliano mezzadri per verificare la staticità delle strutture. Si tratta di rilievi necessari alla stesura del progetto per il terzo lotto di ristrutturazione del castello estense. Dopo na prima fase di messa in sicurezza con interventi alle lanterne e una seconda, attualmente in corso, per consolidare torri, scala elicoidale e ingresso sud, bisogna pensare anche al consolidamento dei vari piani della struttura che ricordiamo quest’anno a settembre compirà 630 anni.

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