«Le polemiche fanno male agli affari»
Gli standisti: «Partenza lenta, poi il recupero». Le casette tirolesi non spaventano: «Il prossimo anno saremo ancora qui»
Mentre la Festa del Regalo volge al termine i commercianti tirano un po' le somme di quello che è stato. Sui banchetti oltre alla merce ancora esposta restano i dubbi e le perplessità di un'edizione che ha dovuto fare i conti con non poche polemiche. Da un lato il mantenimento di un allestimento classico, come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi e dall'altro un cambiamento radicale ispirato ai mercatini natalizi del Nord. Stand o casette in legno? Il sondaggio della Nuova ha dato vincente questa ultima ipotesi ma gli addetti ai lavori storcono il naso e minimizzano: «Le polemiche sono state superate dai dati concreti perché anche quest'anno la Festa del Regalo si chiude in positivo, l'affluenza c'è stata e quindi significa che alla gente questa struttura piace».
Secondo Giorgio Antonello, titolare dell'omonima rivendita di gioielli, la Festa è andata «secondo le modeste aspettative».
«È andata meglio rispetto l'anno scorso perché - spiega - abbiamo avuto 15 giorni di apertura in più. Le ripercussioni delle polemiche denigratorie ci sono state e sono state negative. È inutile negare che l'attacco gratuito da parte dell'Ascom ha danneggiato la nostra immagine e per cosa? Per una proposta ridicola».
La Festa del Regalo chiuderà definitivamente i battenti domenica 11 gennaio, dopodiché se ne riparlerà l'anno prossimo; tra gli addetti ai lavori non c'è grande preoccupazione, sono fiduciosi che tutto resti così com'è. «Le vendite - afferma Maurizio Giatti - sono partite a rilento ma poi ci siamo risollevati. Per quanto mi riguarda ci sono stati più turisti rispetto allo scorso anno e piuttosto che discutere di cose che funzionano discuterei di quelle che non funzionano. Sono anche felice di constatare che il presepe e gli articoli ad esso correlati, continuano ad attirare l'interesse delle persone: le tradizioni resistono».
Gioielli, giocattoli, libri, abbigliamento, prodotti alimentari dolci, salati e tipici. Lungo la tensostruttura ce n'è per tutti i gusti.
«Nel mio capo - racconta Matteo Boarini, Piadina di Giuly & Tony - ho avvertito un piccolo calo. Diciamo che la clientela fissa e affezionata non è mai mancata, piuttosto ho visto meno turisti. Le casette natalizie? Credo che la soluzione attuale sia decisamente più funzionale».
Paolo Catani, del banchetto dei libri di Leonardo Mari, è soddisfatto a metà.
«Possiamo guardare l'edizione che se ne va sotto due punti di vista: bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Dal primo vediamo che sostanzialmente gli incassi sono rimasti invariati rispetto agli anni scorsi e di questi tempi è un bene; dal secondo ci rendiamo conto che da cinque anni il nostro mercato è invariato ma i costi della vita cambiano. Per quanto riguarda le polemiche - continua - penso che sia giusto interessarsi e mantenere viva l'attenzione ma penso anche che le critiche debbano essere costruttive».
Un po' meno positivo è Ruggero Ciammarughi della "Corte Madonnina, prodotti alimentari.
«Le cose sono andate malino ma ci difendiamo. Di gente in giro se ne è vista ma da qui a dire che la situazione sta migliorando ne passa… Credo che la struttura sia da rivedere, magari da riverniciare però le casette non sono la strada giusta».
Paola Bianchi, che lavora al banco dei prodotti tipici del Trentino, si è trovata bene. Per lei era il primo anno in città e «se ci sarà la possibilità sarò felice di tornare».
Elena Lombardi della Giocheria segnala un incremento nelle vendite: «Il giro per noi c'è stato, di persone qui sotto in queste settimane ne sono passate tante» e, come conviene Andrea Ragazzi: «Parecchi arrivavano da fuori città perché i prodotti tipici sono stati tra i più venduti e questo è un buon segnale».
Samuele Govoni
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