Prezzi più bassi rispetto a un anno fa
A Ferrara si è tornati alla deflazione con un indice di -0,3%. In calo oltre ai prodotti energetici anche gli alimentari
Ferrara ritorna ufficialmente in deflazione, in altre parole l’indice dei prezzi al consumo scende sotto lo zero. In dicembre, la diminuzione in città è stata di tre decimali rispetto allo stesso mese del 2013. Un -0,3% con cui va in territorio negativo per la prima volta dal luglio dello scorso anno, quando ci si fermò a quota -0,1%. Si desume dalla consueta rilevazione operata dall’ufficio statistico del Comune, che anticipa quella dell’Istat. A livello mensile, quindi a differenza di novembre, l’aumento dell’inflazione è molto limitato (+0,1%), comunque insufficiente a frenare l’emorragia in discesa.
A trainare tutto ciò, c’è in particolare il cosiddetto “carrello della spesa”: soprattutto rispetto al mese scorso la diminuzione dei prezzi è pesante (-0,5%), anche se è rilevante pure quella tendenziale (-1%). Nel dettaglio, nel giro di trenta giorni si nota il calo di prezzo di frutta fresca o refrigerata (-5,8%); in misura minore diminuiscono anche i vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (-0,9%), il pesce fresco, refrigerato o surgelato (-0,6%), i frutti di mare freschi, refrigerati o surgelati (-0,7%), i pesci e frutti di mare secchi, affumicati o salati (-0,9%), la carne bovina (-0,4%), lo zucchero (-1,3%), i cereali per colazione (-2,2%), lo yogurt (-1,1%). Il sollievo per le tasche dei consumatori c’è, tuttavia la deflazione è sinonimo di una crescita economica che ancora non si vede per nulla. «L’andamento dei prezzi – sostiene la Coldiretti - riflette la situazione nei consumi, con gli italiani che hanno toccato il fondo nel 2014 e sono tornati indietro di oltre 33 anni sui livelli minimi del 1981». Continua a incidere la diminuzione del prezzo del greggio, a livelli record: rispetto a novembre gasolio a quota -4,3%, benzina a -4,2% e altri carburanti a -4,7%; in calo anche il prezzo delle automobili nuove a benzina (-0,2%). Su dicembre 2013, invece, va sottolineata la discesa dei prezzi dei comparti “bevande alcoliche e tabacchi” (-0,6%), “trasporti” (-1,1%), “comunicazioni” (-3,4%), “ricreazioni, spettacoli e cultura” (-0,1%).
Tra l’altro il dato generale ferrarese è più basso rispetto a quello nazionale. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo in Italia per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, mostra una variazione nulla sia rispetto al mese precedente sia nei confronti di dicembre 2013 (il tasso tendenziale era +0,2% a novembre). Mentre il tasso medio annuo durante il 2014 è stato del +0,2%, il più basso dal 1959.
Fabio Terminali
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