Anche il 2015 sarà in salita per l’edilizia e le costruzioni
Anche per il 2015 sarà crisi profonda per il settore delle costruzioni. A dirlo è stata nei giorni scorsi l'Ance, Associazione dei costruttori edili, che in occasione della presentazione assieme a...
Anche per il 2015 sarà crisi profonda per il settore delle costruzioni. A dirlo è stata nei giorni scorsi l'Ance, Associazione dei costruttori edili, che in occasione della presentazione assieme a CNA costruzioni, Anaepa Confartigianato e Ancpl (cooperative edilizie) dell'Osservatorio congiunturale ha dipinto un futuro di colori particolarmente cupi in relazione alle speranze di ripartenza del settore. La spesa in opere pubbliche in Italia è scesa, secondo l'Ance, del 5,1% in valori reali rispetto al 2013 e si prevede un ulteriore calo del 4,3% nel 2015. Quest'anno risultano essere negativi quasi tutti i comparti delle costruzioni: -2,4% abitativo (-10,2% case nuove, +1,5% manutenzione), -4,6% il non residenziale. Per declinare meglio invece la situazione di Ferrara e della sua provincia interviene l'annuario socio-economico ferrarese 2015 presentato a Cento presso il salone di rappresentanza della Cassa di Risparmio dal CDS che ha cercato di dare una lettura analitica ai numerosi dati forniti dal settore cercando inoltre di prevedere le conseguenze che l'applicazione del decreto “sblocca Italia” avrà anche a Ferrara.
«Nella provincia di Ferrara - spiega il CDS - analogamente alle altre realtà Emiliano romagnole si è costruito troppo nel periodo del “boom del mattone” con il conseguente accumulo di case invendute nel periodo della crisi e con la immediata frenata della richiesta di permessi per costruire (-93,1% nel periodo compreso tra il 2005 e il 2012). La popolazione ferrarese è poi caratterizzata da un sensibile decremento delle nascite, un processo di invecchiamento tra i più alti in Europa ed un tasso di disoccupazione molto elevato soprattutto tra i più giovani».
Altra causa - continua il CDS- è da ricercare nella caduta della richiesta di immobili residenziali (-8,21%) e degli affitti (-6,3%). Dal quadro congiunturale e dalle previsioni della Camera di Commercio di Ferrara parlano di un calo delle aziende edili (nel periodo agosto 2013-agosto 2014) iscritte all'ente camerale del -9,4% e le cessazioni di attività del 17%. Altro aspetto rilevante è nel settore edile ferrarese è poi stata la grande difficoltà a beneficiare del “effetto sisma” tanto che il tasso di variazione occupazionale - scrive ancora il CDS - previsto dalle imprese delle costruzioni per il 2014 è ancora negativo: -5,6%.
Se sul versante nazionale una delle cause principali del crollo dell'edilizia privata - sostiene l'Ance - è da ricercarsi nel peso insopportabile di Imu e Tasi se raffrontata alla vecchia Ici per la nostra provincia gli strumenti di semplificazione , relativi quasi esclusivamente a misure per agevolare la commercializzazione degli immobili residenziali, rappresenteranno - conclude il CDS - un modesto incentivo per la ripresa del settore.
Lauro Casoni
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