È morto Bruno Feletti Storico e archeologo
Comacchio piange una delle sue figure più celebri. Si è spento a 62 anni Scopritore della nave romana venuta alla luce nel 1981. Una vita per la ricerca
COMACCHIO. Vasto è il cordoglio per l’improvvisa scomparsa di Antonio Bruno Feletti, scopritore della nave romana venuta alla luce nel 1981, durante i lavori di dragaggio di un canale a Valle Ponti. L’uomo, che aveva da poco compito 62 anni, appassionato cultore di storia antica, conosciutissimo in laguna proprio per quello straordinario ritrovamento archeologico, era ricoverato da mercoledì nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale del Delta, dove purtroppo in serata è sopraggiunta la morte improvvisa. Feletti, per problemi di salute si era rifugiato in casa, dove tuttavia, attraverso il gruppo Facebook “Comacchio Felix”, continuava a dedicarsi con passione e cura per la ricerca alla storia antica comacchiese, pubblicando immagini degli scavi archeologici che dagli anni’80 stanno continuando ad interessare il territorio. «Aveva la profondità dello studioso – commenta Luciano Boccaccini, scrittore e giornalista – e sin da piccolo, visto che il padre aveva lavorato nel Genio Civile, collaborando con le Belle Arti e con la Soprintendenza, si era avvicinato alla scoperta dell’archeologia spinetica. Avevamo creato insieme a Givanni Gelli e a Luigi Ghinello il primo gruppo archeologico locale, che purtroppo però si è sciolto». La notizia della prematura scomparsa di Feletti è stata diffusa su Facebook dal fratello Gaetano, che vive nel bolognese e rapidamente si è propagata a Comacchio. Proprio il gruppo Facebook “Comacchio Felix” è destinato a divenire il testamento morale del comacchiese, che sino a pochi giorni prima della sua scomparsa postava foto di monete ed anfore dell’età augustea con altre immagini relative agli scavi di Pilastri e di Santa Maria in Padovetere, corredandoli con argute didascalie. Il 14 novembre, accanto ad una foto della nuova nave romana venuta alla luce in Valle Pega, Feletti scriveva “Rimarrà a Comacchio o verrà riseppellita come le altre? Ai posteri l’ardua sentenza!”. Dopo la recente visita del ministro Dario Franceschini allo scavo di Santa Maria in Padovetere, il comacchiese, commentava come “la cosa strana è che ha lo scafo tipico da nave da mare con chiglia a V, mentre in teoria nei canali dovevano navigare le navi a fondo piatto, per ovvi problemi di galleggiamento, come la nave di Valle Ponti!”. Accanto ad una foto d’annata del ritrovamento della nave romana, il fratello Gaetano scrive «sono orgoglioso della perspicacia di mio fratello a studiare il pezzo di prua della nave e pensate che lui attraverso dei libri, capì che quella era una nave romana dai chiodi di legno che tenevano insieme il legname della nave…e dire che quel pezzo di prua rimase sul mio balcone – prosegue Gaetano Feletti – del mio appartamento al mare, fin tanto che poi ho deciso di renderlo agli archeologi che completarono lo scavo». Dell’esistenza di altri nave romane ancora sepolte sul territorio, ne parla lo stesso Antonio Bruno Feletti anche sul suo profilo Facebook personale, sul quale in queste ore stanno giungendo le condoglianze di tanti.
Katia Romagnoli
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