Il futuro dell’Europa nel recupero delle sue radici cristiane
Riceviamo dall’arcivescovo di Ferrara-Comacchio questa nota sull’attentato terroristico di Parigi. di monsignor LUIGI NEGRI A Parigi si è verificato ieri un terribile episodio di sangue, un’iniziativ...
Riceviamo dall’arcivescovo di Ferrara-Comacchio questa nota sull’attentato terroristico di Parigi.
di monsignor LUIGI NEGRI
A Parigi si è verificato ieri un terribile episodio di sangue, un’iniziativa infame ed abominevole, che Papa Francesco ha così efficacemente condannato: «Il Santo Padre esprime la più ferma condanna per l’orribile attentato che ha funestato questa mattina la città di Parigi con un alto numero di vittime, seminando la morte, gettando nella costernazione l’intera società francese, turbando profondamente tutte le persone amanti della pace, ben oltre i confini della Francia». Parole importanti che ci invitano a non fermarci soltanto alla reazione, la sola reazione non conduce a nulla. Dobbiamo farci delle domande importanti: è la strada giusta abbandonare molte nostre pratiche di pietà pubbliche cristiane per non offendere le altre sensibilità religiose e come modo per dialogare con l’Islam moderato? Ha senso – anche in certo insegnamento della religione nelle nostre scuole - equiparare irenicamente la Bibbia e il Corano perdendo di vista la specificità del cristianesimo con la sua forza generatrice di civiltà e di libertà? E che ne è della libertà di stampa e di coscienza? È giusto che in questo momento venga sventolata come un diritto fondamentale, ma chiediamoci da dove proviene: dall’occidente cattolico e laico. Certo, l’occidente ha prodotto, in nome della libertà, anche frutti negativi: dal pansessualismo sfrenato all’equiparazione fra le coppie omosessuali e quelle eterosessuali, dall’utero in affitto, che rappresenta il supermercato della vita, all’eutanasia; la libertà dell’occidente è anche questa, perciò dobbiamo saper distinguere: accanto a tanta ricchezza di tradizione stanno molte debolezze.
Queste riflessioni ci fanno tornare all’indimenticato e indimenticabile San Giovanni Paolo II che indicava il futuro dell’Europa nel recupero delle sue radici cristiane. Se non ci poniamo in questa prospettiva e non diamo risposte pronte e concrete, vedrete che entro una settimana tutta l’esecrazione e tutto il dolore svaniranno, come svanisce pochi giorni dopo il Natale il buonismo che ci fa dire che si è trattato di un giorno diverso dagli altri.
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