Pugni in faccia ai ragazzi, atti in procura
Dopo le indagini della Polizia e la denuncia della madre di un 16enne picchiato, attesi i provvedimenti contro i bulli
FERRARA
Sanno tutto di loro, nomi e cognomi, sanno cosa hanno fatto in gruppo e chi ha fatto più degli altri: parliamo degli autori dei pugni in faccia ai ragazzini, episodi di violenza innescati per banali motivi, solo perchè gli altri hanno i capelli colorati, perchè guardano male i bulli di turno in attesa sotto Galleria Matteotti o perchè fanno un apprezzamento ruvido ad una ragazza. La Polizia da tempo sa tutto, e da tempo ha depositato atti alla procura cittadina per chiedere ed avere provvedimenti contro i bulli, ragazzini a cavallo dei 18 anni, alcuni minorenni e altri no, alcuni di origini magrebine. Sono loro i teppisti già individuati e segnalati nelle informative della polizia e della squadra mobile (un caso anche dai carabinieri).
Sono tre i casi, al momento accertati, denunciati e refertati all’ospedale per le botte. Per tre fatti che hanno avuto l’epilogo all’ospedale Sant’Anna dove i medici hanno diagnosticato ferite ed escoriazioni dovute alle botte subite. Uno di loro, il ragazzo veneto, di Mestre, che ha subito le violenze da sei ragazzi, ha avuto 25 giorni di prognosi: quanto basta per attivare d’ufficio l’inchiesta per lesioni personali gravi, per poter chiedere e ottenere provvedimenti importanti (ossia duri) contro gli autori delle botte. I bulli, appunto, per i quali però, per i minori, occorre avere l’avallo della procura minorile, e dunque i tempi tecnici si dilatano.
Quello che è certo è che non solo le vittime (si tratta in tutti i tre casi di ragazzini di 16 anni) ma anche negozianti lamentano da tempo (da mesi, visto che la prima rissa che ha acceso l’allarme risale ad agosto, come documenta la foto sopra) violenze e angherie subite dai teppisti che hanno fatto della zona tra Galleria Matteotti e il porticato davanti Mc Donalds un’area dove imporre la loro legge, fatta di pugni, offese e violenze. La mamma del 16enne picchiato aveva sottolineato che nonostante si sapesse, appunto, tutto degli aggressori del figlio, non era stato fatto pressochè nulla contro di loro.
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«Mio figlio - aveva detto e questa è la sua sintesi - era stato picchiato da sei teppisti e massacrato di botte; la polizia sapeva tutto degli aggressori, ma mio avviso - aveva denunciato a la Nuova Ferrara - la polizia dovrebbe intervenire in modo più incisivo». (d.p.)
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