«Così vivo insieme ai miei settecento Babbi Natale»
Beatrice Virgili racconta come è nata la singolare collezione In esposizione fino a giovedì a Santa Francesca Romana
FERRARA. Il primo degli oltre 700 Babbi Natale che fanno parte della sua collezione, Beatrice Virgili lo acquistò nel 1982 a Graz in Austria.
«Ero andata a visitare il Mercatino di Gesù Bambino - racconta - una vera e propria rassegna ancora poco conosciuta in Italia, con una quantità incredibile di oggetti in un'atmosfera particolarmente suggestiva da cui sono stata irrimediabilmente contagiata e da cui non sono mai guarita».
Primo medico ortopedico donna presso il vecchio ospedale S. Anna, Beatrice per il quarto anno consecutivo in occasione del Natale allestisce presso la parrocchia di S. Francesca Romana (via XX Settembre) una mostra straordinaria che si chiuderà giovedì 15 gennaio, dove è possibile aiutati anche dalle sue parole, ripercorrere la storia di Babbo Natale dalle sue origini ad oggi, identificabili negli elfi e gnomi per i paesi nordici, in S. Nicola, S. Lucia e Gesù Bambino in quelli prettamente cattolici.
«Il primo pezzo della collezione che acquistai a Graz anche ad un prezzo elevato se si considera che costò circa 20/25 mila lire - prosegue - fu un Babbo Natale di stile vittoriano, ovvero dell'epoca della regina Vittoria, in tela cerata, elegantemente vestito di bordeau, con i tratti di un uomo anziano ma fine e signorile; di questi esemplari ne ho solo 3, tutti gli altri sono sia occasioni di vacanze e gite o di ricerche presso i vari mercatini».
Fra gli oggetti più rari presenti nella mostra, spicca un presepe di carta tridimensionale del 1906 appartenente alla nonna di Beatrice, un'altra collezionista di oggetti sacri che forse le ha tramandato questa passione insieme all'arte del ricamo. Infatti Beatrice dopo aver raccolto molti pezzi, realizzando il percorso storico di Babbo Natale, ha impreziosito la sua collezione realizzando a punto croce una sessantina di " opere" che riproducono in qualche modo lo spirito di un oggetto. Nel settore dedicato alla Germania, che ha grandi disegnatori di Babbi Natale prodotti poi dalla Cina, le girandole o piramidi dell'avvento, gli omini della luce e quelli che fumano, sono riprodotti in centrini che ne riprendono forme e colori; così quelli russi, sempre molto eleganti e spesso con immagini della favola Schiaccianoci ( scritta da un tedesco e musicata da un russo) ,riprodotte all'interno dei loro abiti aperti. Da S. Nicola progenitore di Babbo Natale, questa figura arriva in America portata dagli immigrati europei e qui la Coca Cola che nel 1931 deve affrontare problemi legali per difendersi dall'accusa di non essere adatta ai bambini, attraverso un'idea del disegnatore Haddon Sundblom, sfrutta la popolarità del nonno che porta doni ai più piccoli, lo veste di rosso e bianco, dandogli però un aspetto bonaccione . Dall'America poi ritornerà in Europa con questo suo nuovo aspetto che ancora conserva.
«Non sono mai stata in America - conclude Beatrice - ma so che là vi sono esemplari che qui non si trovano e sono visibili solo su Internet ma costano moltissimo. Io ne ho uno solo che mi è stato regalato; lo ha realizzato Jim Shore, è in resina e può costare anche 50 euro. Ma io non cerco la preziosità bensì la semplicità ed il significato insito nel personaggio e nella sua storia. Ma questo grande patrimonio di oggetti raccolti con tanto amore e passione in oltre 30 anni dove andrà a finire quando non ci sarò più? Sono figlia unica, non ho eredi ed ho paura che nessuno li vorrà. Il mio grande desiderio è che non vadano dispersi e che qualcuno ne faccia una sorta di museo. Chiedo troppo?»
Margherita Goberti
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