«Fabbri ci lascia più piccoli e più poveri»
Nardini (Pd) contesta la gestione dell’ex sindaco, ora consigliere regionale «Chiunque diventerà nuovo primo cittadino dovrà pensare alla crescita»
BONDENO. «Se guardiamo gli anni da sindaco di Alan Fabbri dobbiamo dire che si poteva e si doveva fare meglio. Rispetto al 2009, ora Bondeno è più piccola e più povera».
Giovanni Nardini, capogruppo consiliare del Pd, boccia senza mezzi termini la gestione del Comune negli ultimi sei anni. «Con la decadenza di Alan Fabbri - spiega - siamo arrivati a una tappa importante dell'investimento politico fatto su di lui dalla Lega Nord. Dopo l'incarico di consulenza per il gruppo consiliare regionale del 2009 ed il milione di Euro per la ricostruzione di Bondeno è arrivata la candidatura a Presidente della Regione Emilia Romagna».
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Ma tutto questo, ricorda Nardini, in una situazione difficile per Bondeno dove, «a differenza degli altri Comuni dell'Alto Ferrarese si è innescato un percorso vizioso di costante ed inesorabile calo della popolazione residente e di riduzione del reddito complessivo e del reddito procapite del nostro Comune rispetto alla media della Provincia di Ferrara. Nulla di concreto è stato fatto per il rilancio economico e sociale di Bondeno, gli unici investimenti corposi riguardano il comparto delle sagre e delle iniziative di promozione del territorio. Sicuramente settori importanti, ma che non bastano a ridare smalto a un territorio che ha bisogno di investimenti sulle attività produttive, sul lavoro, sulla valorizzazione reale delle peculiarità storiche e paesistiche che ci caratterizzano».
L’esponente del Pd, che è stato candidato sindaco alle comunali del maggio 2014, evidenzia come «l’azione di governo di questi anni più che essere rivolta al futuro ed ai problemi reali ha avuto come orizzonte la successiva tornata elettorale e la continua ricerca del consenso. La brutta vicenda della riconversione dell’area ex zuccherificio è l'esempio di come si è voluto creare consenso sul nulla. Anzi promettendo centinaia di posti di lavoro ed ottenendo in cambio centinaia di migliaia di euro di crediti non pagati per le aziende di Bondeno. Non so se chiamarla furberia, superficialità o inettitudine, ma tutto quello che è successo è l'esempio di ciò che non doveva essere fatto». Così. mentre si chiude un ciclo, Nardini incala: «Bondeno ha molti problemi non risolti sul tappeto, da affrontare per dare un futuro più sereno alla sua gente. C'è la ricostruzione post terremoto da gestire per dare una risposta alle aziende e fare tornare nelle proprie abitazioni le ancora 950 persone fuori casa dopo due anni e mezzo. Si riparte, però, con una proposta di bilancio 2015 che, nella migliore tradizione degli ultimi anni, è di stampo prettamente elettorale, con tante promesse e nessuna garanzia». E anche in vista delle prossime elezioni comunali, vista la decadenza del sindaco, la situazione non convince Nardini: «Fabbri succederà a Fabbri? Non sarà così. Si manterranno gli stessi equilibri di potere? Anche se Fabio Bergamini pare essere il successore designato dal centro destra, sembra esserci una vivace dialettica tra chi in questi anni ha sostenuto Alan Fabbri. Per dare un futuro a Bondeno bisogna cambiare passo e affrontare il problema delle attività produttive e del lavoro non con promesse, ma con investimenti mirati e una seria politica di marketing territoriale. Auspico che chiunque sia il prossimo sindaco abbia un progetto politico legato alla realtà e di crescita complessiva della nostra comunità. Bondeno deve ritornare ad essere il punto di riferimento che non siamo stati in questi anni».
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