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Investito due volte nella stessa via a distanza di 48 ore

Investito due volte nella stessa via a distanza di 48 ore

L’incredibile disavventura di Salvatore Greco, 44 anni, giovedì travolto da due furgoni e ieri dall’autobus

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FERRARA. Tra le grida e il caos c’era un uomo steso a terra, ieri mattina, di fianco a un autobus della linea 11B. Erano le 10.20 in corso Porta Reno, all’altezza del supermercato Despar, quando per cause in corso di accertamento da parte della polizia municipale, per Salvatore Greco, 44 anni, sono stati chiamati ambulanza e soccorsi. Era la seconda volta in due giorni. Greco, infatti, è lo stesso uomo che giovedì scorso, sempre in corso Porta Reno ma all’altezza dell’incrocio con via Ripagrande e più o meno alla stessa ora, era stato investito da un camioncino mentre prestava soccorso ad un ciclista scivolato sulle strisce pedonali, camioncino che si è scontrato con un’auto ed è finito fuori strada centrando il 44enne. «Non riesco a crederci - ha dichiarato sconvolta la moglie del ferito, Silvana - tutto questo non è possibile. Sono arrivata con la macchina in piazza Travaglio e mi sono fermata prima dell’inizio della ztl per far rientrare nell’auto mio marito e mio figlio di sette anni».

Salvatore Greco, fermo sotto i portici, ha iniziato a muoversi a fatica tra stampelle, gamba bloccata, collare e costole rotte, conseguenze del trauma subìto appena due giorni prima. «Ho visto l’autobus finire contro la macchina di mia moglie - ha dichiarato l’uomo - tanto che lo specchietto è andato in frantumi e la fiancata è rovinata». Intanto il mezzo è arrivato alla fermata e i passeggeri sono scesi. «Ho cercato in tutti i modi di spiegare all’autista quel che era appena successo ma lui non ha sentito ed ha chiuso la porta. In mezzo c’era l’altra gamba, quella ancora sana. Sono stato trascinato per quattro, cinque metri...».

La ricostruzione prosegue con la moglie Silvana. «Per fortuna una signora ha avuto la prontezza di prendere mio figlio per mano - ha aggiunto la donna - e io non ho capito più niente: Salvatore era sotto al bus, mio figlio per qualche attimo è sparito. Ho vissuto un incubo, il secondo nel giro di due giorni». Attorno all’autobus si sono raccolte diverse persone, tra cui anche gli amici del bar: «Salvatore era stato investito anche giovedì scorso, qui vicino, mentre prestava soccorso ad un ciclista», ripetevano stupiti. L’uomo a terra è sempre rimasto vigile, nel giro qualche minuto è arrivato il personale del 118 che gli ha prestato una prima assistenza, poi è stato trasportato all’ospedale Sant’Anna, a Cona.

Allibito il conducente del bus, Riccardo Pelati, che proveniva da via Bologna ed era diretto verso la fermata davanti al supermercato per scaricare i passeggeri. «Lavoro da 25 anni e non mi è mai capitato niente del genere» spiegava mortificato a chi gli chiedeva cosa era successo. L’autista per affiancarsi al marciapiede ha dovuto aggirare l’auto (parcheggiata fuori dagli stalli) e avvicinarsi all’area tratteggiata di giallo evitando una fioriera al centro della carreggiata. «Ho fermato il bus, ho fatto scendere i passeggeri e ho messo in marcia il mezzo quando ho sentito delle grida - ha raccontato l’uomo - Ho frenato subito ma l’autobus, una volta avviato, non si ferma all’istante. Quell’uomo aveva afferrato la maniglia della porta che poi non si era chiusa del tutto». E lo specchietto? «Quella signora (la moglie dell’infortunato, ndr) dice che è stato il bus a romperlo. Eppure - ha concluso l’autista - io non mi sono accorto di nulla...».

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