L’agricoltore attivo? Ecco a chi andranno i fondi dell’Europa
Individuato il nuovo profilo professionale che riceverà i contributi comunitari stanziati dalla nuova Pac
Negli ultimi mesi è stato particolarmente vivace il dibattito relativo all'agricoltore attivo, la figura individuata a livello europeo che avrà diritto a ricevere i contributi della nuova Pac. A infiammare l'argomento la discrezionalità data dall'Europa agli stati membri sulla decisione di chi definire come tale. È stato, infatti, stilato un elenco di tutte le categorie sicuramente escluse tra cui aeroporti, ferrovie, impianti sportivi, impianti idrici, servizi immobiliari e aree ricreative permanenti. Ai singoli Stati, poi, è stato chiesto di completare, e non di ridurre, questa lista autonomamente. Questa, quindi, la scintilla che ha fatto divampare il dibattito che in Italia ha visto sostanzialmente lo scontro tra due posizioni. Da un lato i sostenitori dell'idea secondo cui i contributi debbano essere concentrati nelle mani di coloro che si occupano principalmente di agricoltura, dall'altro coloro che vorrebbero favorire la presenza di un elevato numero di soggetti nel settore agricolo. L'Italia ha quindi avuto il compito non semplice di dover chiarire chi effettivamente potrà accedere ai contributi e quindi dare una definizione chiara di "agricoltore attivo".
«Le difficoltà interpretative sono state molteplici - spiega il presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli - ma finalmente siamo riusciti a sbrogliare alcuni nodi fondamentali che oggi ci permettono di poter avere un'idea più precisa di chi possa rientrare in questa categoria». Come prosegue il responsabile del Servizio Economico di Confagricoltura Ferrara, Lorenzo Zibordi, «saranno definiti agricoltori attivi tutti gli imprenditori che potranno dimostrare di possedere almeno uno dei seguenti requisiti: iscrizione all'Inps (in qualità di coltivatore diretto, imprenditore agricolo, colono e/o mezzadro) o possesso di una partita Iva agricola e, ma solo dal 2016, avvenuta presentazione della Dichiarazione Annuale Iva relativa all'anno precedente a quella di presentazione della Domanda Unica». Nel dettaglio «saranno comunque sempre considerati agricoltori attivi coloro che riceveranno nell'anno precedente pagamenti con la Domanda Unica inferiori a 1.250 euro (5.000 euro nelle zone svantaggiate, peraltro ancora da individuare). È utile anche ricordare che per le annate 2015 e 2016 non verranno corrisposti i premi PAC per importi inferiori a 250 euro e dall'anno 2017 per importi inferiori a 300 euro».
Maggior chiarezza, dunque, nella definizione che anticipa comunque un iter non proprio semplice e immediato, ma, come afferma il responsabile del Servizio Economico di Confagricoltura Ferrara, Zibordi, «può sicuramente essere utile affidarsi agli uffici tecnici competenti che possano guidare le aziende attraverso l'iter procedurale corretto. Le aziende che non possiedono almeno uno dei requisiti appena indicati è bene che si attivino in tempi rapidi. Proprio in questa ottica gli uffici di Confagricoltura Ferrara sono a disposizione per dare tutte le indicazioni del caso, in modo da poter evitare sgradite sorprese nei prossimi anni».
Andrea Tebaldi
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